5G: arriva la Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale. Al rischio cancro si aggiunge pure la perdita del lavoro

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Nella bagarre del toto-poltrone, a inizio legislatura Luigi Di Maio lottò come un leone per prendersi la delega alle telecomunicazioni. Evidentemente aveva le sue argomentate ragioni da sostenere.

E a un anno e poco più dall’insediamento nel Ministero dello Sviluppo Economico e col Governo in uscita, i frutti del Di Maio (I) sono evidenti: messa all’asta delle nuove radiofrequenze del 5G senza uno straccio di parere sanitario preventivo previsto per legge dal 1978, svendita della salute pubblica nazionale nelle mani di investitori orientali banditi da trequarti dell’Occidente, wireless a pioggia anche nei piccoli centri col progetto Wi-Fi Piazza Italia.

E adesso, sul filo di lana nell’implosione giallo-verde, sdoganamento dell’Intelligenza Artificiale con tanto di strategia nazionale per robotizzare la vita degli italiani. La perla finale elaborata dal MISE “con il supporto del gruppo di esperti che erano stati incaricati di redigere il piano” prevede infatti la “la transizione digitale della società e del sistema produttivo”, in linea coi teoremi della cosiddetta ideologia transumanista, il cambio antropologico di società civile e specie umana con un ibrido cyborg come ampiamente documentato persino sulla Rai dal programma pro-5G “Codice, la vita è digitale”.

Insomma, ci vogliono irradiare 24 ore su 24 di pericolosissime radiofrequenze onde non ionizzanti possibili (probabili? forse certi?) agenti cancerogeni, cambiando i connotati dell’umanità in nome di un progresso cybernetico, dove l’Intelligenza Artificiale – a detta del dicastero Di Maio –

automatizzando alcune attività precedentemente svolte da persone”, funzionerà “alle circostanze con un controllo umano sempre più ridotto se non assente”.

Il filo rosso che lega questi passaggi in rapida sequenza, compiuti nell’ombra, all’oscuro e in totale mancanza di consenso informato da parte della società civile, ignara delle finalità e costretta a subire scelte così radicali e rischiose, è esattamente questo: il 5G non è altro che il braccio operativo dell’Intelligenza Artificiale, che a sua volta è figlia di teorie transumaniste finalizzate a minare e stravolgere l’esistenza naturale dell’uomo.

Il MISE ha pubblicato un documento sulla Strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale in cui si parla della visione italiana, indicando dal 19 Agosto 2019 al 13 Settembre 2019 il periodo di consultazione pubblica in cui “potranno essere presentate nella specifica sezione per la consultazione osservazioni, suggerimenti e spunti di approfondimento”, richiamato il dossier su “L’intelligenza artificiale per l’Europa” raccomandato dall’UE attraverso il Piano coordinato sull’intelligenza artificiale per l’Alleanza europea per l’Intelligenza artificiale per cui è stato istituito un Gruppo di 52 esperti “a cui è stato affidato il compito di definire gli orientamenti etici e le politiche di investimento sull’IA in Europa”.

Per chi ancora non l’avesse capito, praticamente il discorso è semplice: così come per il ‘5G Action Plan’ varato dal Parlamento europeo nel 2012 e recepito automaticamente dal Governo italiano, anche per l’Intelligenza Artificiale i nostri rappresentanti governativi si sono limitati a fare da passacarte in un passaggio di consegne figlio della delegittimazione dell’autodeterminazione del Parlamento nazionale, costretto a svolgere compiti trasnumanisti di wireless impartiti dai vertici del mondialismo nell’UE. Con quali risultati?

Sul sito MISE scrivono come

la Cina e gli Stati Uniti stanno effettuando enormi investimenti in questo campo e la loro concorrenza contribuisce alla proliferazione di nuove applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale in tutto il mondo. Di conseguenza l’IA sta introducendo notevoli cambiamenti in tutti i settori industriali e nelle nostre vite”,

aggiungono pure che

si stima infatti che entro quindici anni in Italia potrebbe verificarsi un disavanzo positivo di circa 1,1 milioni di posti di lavoro”,

evidentemente richiamati i dati OCSE secondo cui un posto di lavoro umano su due verrà sostituito, cioè autonomamente rimpiazzato, dall’Intelligenza Artificiale.

Che nella sua versione di controllo totalitario e totalizzante nel 5G, in Cina già ha partorito aziende interamente prive di forza lavoro umana con l’ingresso a scuola attraverso tornelli per il riconoscimento facciale.

Non è l’epilogo prefigurato da Orwell ma la punta dell’iceberg di una tecnodittatura spacciata sotto mentite spoglie di un progresso artificiale contrario alla vita naturale. E allora? Tecnoribellione! A questo disumano gioco al massacro, privo di etica, sicurezza sanitaria e regolamentazioni delegate alle aziende, noi non ci stiamo!

 

 

MAURIZIO MARTUCCI, giornalista e scrittore d’inchiesta, è autore di numerosi saggi tra cui il ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’ (Terra Nuova), il primo libro italiano in cui sono svelati i lati oscuri del 5G e i pericoli dell’elettrosmog. Ideatore del sito Oasi Sana, collabora con diverse testate giornalistiche tra cui Avvenire e Il Fatto Quotidiano ed è portavoce nazionale dell’alleanza italiana Stop5, rete informale della società civile nata nel 2019 all’indomani del 1° meeting nazionale Stop 5G di Vicovaro (Roma): oltre associazioni, comitati, avvocati e numerosi malati affetti da patologie croniche invalidanti, aderiscono all’alleanza trasversali rappresentanze politiche, sigle di consumatori,…

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