#BastaSquadrismoSulWeb

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| Squadrismo Social |

Lo spiacevole episodio accaduto pochi giorni fa in un piccolo locale romano, la presentazione dell’ultimo libro di un saggista fiorentino impedita con violenza verbale intimidatoria e rischio di rissa capeggiata da un ignoto saggista romano, porta purtroppo a un riflessione sull’utilizzo e sui rischi concreti che l’utilizzo dei social network ha sulla nostra vita.

Se è sicuramente vero che Facebook e simili hanno incrementato la possibilità di esprimere le proprie idee (creando quindi potenzialmente un surplus di democrazia), è anche vero che molto spesso sono i ”senza idee” a esporre con più violenza e arroganza le proprie ossessioni, sino ai limiti della psicosi (scie chimiche, complotti alieni o terrapiattisti della domenica).

Crearsi un nemico assoluto, privandolo della sua umanità sino a considerarlo qualcosa tra un oggetto e un animale (metodo tipico dei governi tirannici), diventa l’alibi per alcuni psicotici da tastiera per giustificare ogni loro atto, dando un manto di ideologia ad azioni o frasi che non possono che essere definite squadriste.

| Gogna 2.0: la deriva del web? |

Ma senza entrare nel merito della contesa, la cosa che più colpisce e disturba sino alla nausea è costatare quanto – se l’ideatore della “caccia al mostro” sia ammantato di un certo carisma o rispetto, o dotato di un’intelligenza/furbizia non indirizzata al bene comune ma alla prevaricazione – questo possa manipolare facilmente un branco di individui che presi singolarmente non farebbero del male a una mosca: quelle stesse persone che inorridirebbero di fronte a un gattino ferito o un cucciolo abbandonato diventano capaci di trasformarsi in un attimo in istigatori di atti violenti, inneggianti alla rissa (senza farvi parte ovviamente), chiedendo informazioni dettagliate e facendo mille complimenti per gli “arditi” propositi.

Così le stesse persone che danno del fascista a chiunque cerchi limitare i diritti civili o sia eccessivamente duro nelle politiche dell’immigrazione, che hanno profili pieni di immagini o frasi dove giustamente difendono i diritti di tutte le minoranze, se prese in un contesto di branco cambiano radicalmente per trasformarsi in carnefici acritici di una persona che ha la sola colpa di non avere idee allineate al capo-branco.

È incredibile notare quanto, a questa sorta di gogna 2.0, abbiano partecipato persone insospettabili, anche critici musicali della prima ora e persino un musicista dotato di una pur minima fama. Colpisce anche che l’unica persona che abbia fatto notare quanto istigare alla violenza fosse un reato sia stata immediatamente apostrofata come amico della polizia o sbirro, ancora una volta col plauso generale del neoformato branco.

| Il “branco” digitale |

Avevo sempre ritenuto che lo strumento Facebook avesse degli anticorpi naturali, nel senso che il “matto” potesse essere depotenziato (cosa che succede quasi sempre in effetti) dal buonsenso che si spera possa essere presente in un gran numero di frequentatori. Nei grandi numeri è normale che qualcuno dica al tizio “smettila, stai esagerando”. Sono stato costretto a ricredermi dopo aver letto centinaia di apprezzamenti, attestati di stima da parte di persone che si ritengono probabilmente progressiste o “de sinistra”, che mi fanno capire chiaramente quanto non siamo ancora in grado di gestire uno strumento tanto pervasivo come i social, mezzo di una potenza tale da trasformare in un attimo anche persone non banali – che si definirebbero senza pensarci due volte antifasciste – in piccoli squadristi di borgata.

La domanda che allora mi pongo è se i social siano davvero uno strumento di democrazia o uno strumento che consente al più forte di prevaricare sul più debole agendo sulla massa.

Facebook ci porterà sempre più a destra, sino a un nuovo squadrismo telematico? La nuova generazione figlia di Facebook, nativa digitale, riuscirà a limitare questa deriva o questo strumento assumerà ancor più connotati violenti?

Pochi giorni fa avrei risposto certamente di no, oggi non ne sono affatto sicuro. #bastasquadrismosulweb

Valerio D’Onofrio nasce a Catania il 26 Luglio del 1975. Laureto in Medicina nel 2000 è da sempre appassionato di musica e contro-cultura, con particolare riferimento alla psichedelia americana e britannica, kraut-rock, rock progressivo, scena di Canterbury, Rock In Opposition, post-rock, avanguardia del 900 e nuova musica elettronica. Redattore della web-zine Ondarock.it, collabora occasionalmente alla rivista PROG Italia di Guido Bellachioma. Nel 2017 ha pubblicato insieme a Valeria Ferro "I 101 Racconti di Canterbury" sulla scena di Canterbury, nel 2018 ha contribuito alla scrittura del libro di Antonello Cresti "Solchi Sperimentali KRAUT, 15 anni di germaniche musiche altre (1968-1983)". Collabora…

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