Bitcoin: chi si nasconde dietro Satoshi Nakamoto?

Autore

«Immagina che qualcuno ti abbia rubato qualcosa. Non puoi recuperarlo, ma se tu potessi, se avessi un interruttore d’emergenza che possa venire attivato a distanza, lo faresti? Sarebbe una buona cosa che i ladri sapessero che tutto ciò che possiedi ha un interruttore d’emergenza e se dovessero rubarlo, sarà inutile per loro, anche se lo perdi anche tu? Se restituiscono ciò che hanno rubato, potrai riattivarlo».

Questo enigmatico tweet è apparso a marzo del 2019 da un account Twitter dedicato alle citazioni di Satoshi Nakamoto.

Sebbene fosse una citazione presa da un post del forum BitcoinTalk del 2010 ha rinverdito uno dei misteri più curiosi nell’ambito della recente storia della tecnologia.

Chi è Satoshi Nakamoto? Si tratta di un personaggio misterioso e anche il fatto stesso di definirlo “personaggio” è riduttivo. Al suo nome è strettamente legata la prima criptomoneta creata e quella forse più rappresentativa: il Bitcoin. Il software di funzionamento è stato programmato nel 2008 dopo aver scritto un post in un gruppo di discussione dove veniva annunciato l’avvio del progetto.

Intorno allo pseudonimo di Satoshi Nakamoto si sono fatte varie congetture, ma non si è riuscito a identificare con certezza l’identità; addirittura non si sa se si tratta di una singola persona o di un gruppo di persone.

In giapponese “satoshi” significa “un pensiero chiaro, veloce e saggio”. “Naka“, invece, può significare “medium”, “dentro” o “relazione”. “Moto” può significare “origine” o “fondamento”.

 

| Le ipotesi dietro Satoshi Nakamoto |

Inizialmente si pensava che fosse Michael Clear, altri sospettavano fosse Vili Lehdonvirta, sviluppatore finlandese di giochi (ma anche sociologo ed economista); entrambi però hanno smentito ufficialmente qualsiasi rapporto con Satoshi Nakamoto.

Nei primi tempi l’utente al quale corrispondeva questo nome rispondeva in maniera attiva sul forum BitcoinTalk; questo fino alla metà del 2010 quando, dopo un periodo di assenza, ha fatto sapere che si stava già dedicando a un altro progetto. Nella scheda di registrazione presso la fondazione P2P risulta essere un maschio sulla quarantina vivente in Giappone, ma tenendo conto degli orari di pubblicazione dei suoi interventi è più probabile che vivesse in America.

Adam Penenberg, un professore della New York University, sostiene che dietro il personaggio misterioso ci sarebbero quattro persone: Neal King, Robertz Pulitano, Vladimir Oksman, Charles Bry.

Nel dicembre 2015 due articoli d’inchiesta indicavano il nome di Craig Steven Wright, ossia un imprenditore australiano. Nel giro di poche ore, stranamente, sono state effettuate perquisizioni nella casa e nell’ufficio di Wright da parte della polizia federale australiana, pur smentendo che ci sia stato un collegamento diretto con la vicenda del misterioso pseudonimo.

 

| E se fosse Elon Musk? |

Elon Musk.

Nel 2017, dopo una soffiata di un dipendente di SpaceX, è comparsa sul web la notizia che dietro allo pseudonimo si nascondesse Elon Musk, teoria poi smentita dallo stesso imprenditore sul suo account Twitter.

Curiosa è poi l’esternazione di Natalia Kaspersky ex moglie di Evgenij Kasperskij, co-fondatrice insieme all’ex marito, di Kaspersky Lab e titolare dell’azienda di cybersecurity Infowatch. La notizia assume una valenza particolare visto che proviene proprio da un’esperta in ambito tecnologico. Secondo la Kaspersky, infatti, dietro il creatore di Bitcoin, si celerebbe “un gruppo di crittografi americani” e quindi sarebbe un’invenzione dei servizi segreti statunitensi.

Sta di fatto che al netto di tutto Satoshi Nakamoto dovrebbe possedere ancora oggi circa un milione di Bitcoin senza averne speso nessuno.

 

| Chi porta avanti il progetto |

Nonostante il grande clamore intorno al mondo Bitcoin e in particolare in merito al misterioso nome del fondatore, attualmente tutto il progetto è portato avanti da:

  1. Gavin Andresen: ricercatore capo del consiglio del Bitcoin Foundation (dalla quale è l’unico che riceve una remunerazione) ed è l’erede designato dal fondatore Satoshi Nakamoto;
  2. Jeff Garzik: ingegnere e sviluppatore del sistema Bitcoin con grandi conoscenze in ambito matematico;
  3. Mike Hearn: ingegnere della società del famoso motore di ricerca Google ma molto influente nella comunità Bitcoin; il fatto che lavori presso il maggiore colosso tra i motori di ricerca ovviamente confermerebbe che il progetto in realtà non può essere considerato puramente spontaneo e dal basso;
  4. Matt Corallo: uno dei membri del team di sviluppo e spesso in ombra;
  5. Pieter Wiuelle: il responsabile sviluppatore del codice sorgente del sistema.

Cosa si nasconde dietro questo nome e soprattutto dietro al progetto Bitcoin? Una rivoluzione monetaria dal basso o un progetto pilotato dai poteri forti?

è nato a Matera nel 1975. Vive e lavora a Ferrandina (MT) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Laureato nel 2001 in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Da luglio 2015 è redattore per la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online.

Commenti 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *