Case intelligenti e idioti tecnologici: la privacy rischia di scomparire?

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| Internet degli oggetti intelligenti |

Siamo abituati a pensare che gli oggetti siano inanimati, giustamente.

Questo forse poteva considerarsi vero e incontrovertibile fino a poco tempo fa, poi la nuova epoca di “Internet a tutti i costi” o meglio “Internet a basso costo” ha reso animati anche gli oggetti, tra questi in particolari alcuni che utilizziamo quotidianamente. Siamo solo all’inizio di una nuova era, ma soprattutto di una nuova rivoluzione tecnologica.

 

Solo in Italia il mercato di “Internet of Things” (IOT) ossia “Internet delle cose” attualmente vale circa due miliardi di euro con un trend di crescita di oltre il 30% a cui bisogna collegare circa 1,47 miliardi di euro che riguarda il giro d’affari delle app collegate agli oggetti “intelligenti”.

Con l’espressione “Internet delle cose” si indicano gli oggetti che si collegano alla rete e scambiano con la stessa una serie di informazioni su di noi.

| Internet dei giocattoli: quando a rischio è la privacy dei bambini |

Una tendenza sempre più consolidata si sta affacciando, per esempio, anche nel mondo dei più piccoli e in particolare con l’introduzione sul mercato di giocattoli che hanno la possibilità di comunicare e scambiare informazioni in rete.

Si parla sempre con più frequenza di “Internet dei giocattoli” in relazione, soprattutto, a quelli che sono in grado di interagire con i più piccoli fornendo risposte logiche o presunte tali: nella maggior parte dei casi sono forniti di microfoni e di un processore che elabora le informazioni percepite. In tal modo a rischio è anche la privacy dei nostri bambini e con essa ovviamente anche quella degli adulti che stanno con loro.

| Anche l’abbigliamento è “controllato” |

L’abbigliamento, poi, è un altro settore in ascesa nel quale già ora, ma in futuro sempre di più, si concentreranno in maniera sistematica nuove forme di controllo.

Per esempio ci sono già in commercio un modello di scarpe per tenere sott’occhio i più piccoli: sono dotate di un GPS posizionato sulla scarpa destra tra la suola e la soletta interna. I bambini che le indossano sono controllabili tramite l’applicazione apposita.

Quando, però, poi si spinge la tecnologia al limite si sfiora il ridicolo.

Citiamo il caso seguente come una curiosità, ma è esemplificativo di come la tecnologia stia diventando totalizzante e come il controllo e la sorveglianza tecnologica con molta facilità stiano entrando sempre di più nella nostra vita privata.

“Noti-fly” (il nome è un gioco di parole tra “notify”, letteralmente “notifica” e “fly” che significa “volo” ma anche “patta”) è un’applicazione che si connette via Bluetooth allo smartphone e invia una notifica se abbiamo dimenticato di tirare su la cerniera dei pantaloni. C’è un circuito flessibile, integrato nel tessuto del pantalone, in grado di rilevare la posizione sia del bottone sia della cerniera; dopo otto secondi che il bottone è stato infilato nell’asola, se la cerniera non è nella posizione corretta arriva la notifica.

| Diventeremo degli idioti tecnologici? |

Sembra veramente come se di colpo fossimo diventati tutti un po’ stupidi e avessimo bisogno di supporti esterni per fare qualsiasi cosa; in realtà ci stanno propinando soluzioni intelligenti per problemi stupidi, inesistenti o creati artificialmente. Dietro tutto questo meccanismo esiste un progetto ben preciso e soprattutto ben “controllato”.

Tutto è diventato “intelligente”, a discapito forse della nostra intelligenza, atrofizzando di fatto alcune azioni manuali anche banali. È proprio in questa piega che si nasconde l’ennesima opportunità per infilarci dentro un’ulteriore forma di controllo che in questo caso passa attraverso i nostri gesti quotidiani.

| Case intelligenti ed elettrodomestici smart |

Si parla tanto, per esempio, a tal proposito di “case intelligenti” o “Case 2.0”. Nell’ultimo decennio è cambiato anche il concetto classico di funzionamento dell’elettrodomestico più importante in ambito domestico: il televisore classico è stato soppiantato da quello cosiddetto “smart” o “intelligente”. Quest’ultimo oltre ad avere performance tecnologiche inimmaginabili fino a poco tempo fa, offre la possibilità di connettersi a Internet; come sempre diventa questo l’elemento fondamentale sul quale si può strutturare il controllo.

È eclatante, per esempio, la notizia riportata dal sito Tgcom24 secondo cui alcuni hacker si sarebbero introdotti nel circuito e avrebbero registrato le immagini dalla webcam del televisore; accedendo al sistema delle telecamere incluse in questi apparecchi di ultima generazione avrebbero filmato molte coppie mentre facevano sesso davanti alla tv, mettendo poi i video online.

| Verizon |

Un altro progetto interessante è “Verizon” che sviluppa una tecnologia di riconoscimento dei gesti; in questo modo il vostro televisore potrebbe essere in grado di spiarvi per tutto il giorno.

Questo marchio inglese ha brevettato, di fatto, un sistema in grado di capire l’esatta tipologia di pubblicità che ogni persona vuole vedere. Usando poi una combinazione di immagini e attraverso sensori posizionati nelle case dei suoi clienti, riesce a capire cosa state facendo mentre guardate la televisione. Tali sensori riusciranno anche a capire come siete fatti fisicamente e il timbro vocale. Potrà addirittura individuare se ci sono drink in casa o quadri attaccati al muro.

Praticamente la vostra televisione di casa sarà in grado di capirvi e di seguire ogni vostra singola mossa.

Siamo, come si può notare, forse già oltre lo scenario immaginato nel Grande Fratello orwelliano e gli odiati teleschermi del romanzo sembrano davvero degli oggetti “stupidi” al cospetto dei televisori “intelligenti” presenti nel nostro salotto.

è nato a Matera nel 1975. Vive e lavora a Ferrandina (MT) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Laureato nel 2001 in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Da luglio 2015 è redattore per la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online.

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