Che cos’è il Sistema e perché le élite sono ossessionate dal controllo delle masse

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Quante volte avete sentito dire che siamo “schiavi del Sistema” o “prigionieri del Sistema” o, ancora, che “tutto è controllato dal Sistema”? Certamente molte volte. Sono, però, abbastanza sicuro che non avete ben chiaro cos’è questo mitico “Sistema”, e questo per un semplice motivo: nessuno ve lo ha mai spiegato. Vediamo allora di rimediare a questa situazione.

 

| Cos’è la libertà |

Prima di chiarire la natura del Sistema è necessario fare luce su un altro concetto fondamentale per l’essere umano, quello cioè della libertà.

La risposta, di primo acchito, alla domanda “Che cos’è la libertà?” potrebbe risultare semplice, del tipo: “Si è liberi quando abbiamo la possibilità di fare ciò che vogliamo”. Effettivamente questa è la risposta giusta. Ma se così stanno le cose, quand’è che siamo liberi nel mondo in cui viviamo? Praticamente mai. Perché? Per due motivi:

  1. Se, in un qualsiasi momento, iniziassimo a fare quello che vogliamo, incorreremmo quantomeno in uno di questi piccoli problemi: potremmo perdere il lavoro, o essere arrestati, o essere ricoverati tramite TSO o chissà cos’altro.
  2. La maggior parte delle azioni che compiamo, anche se pensiamo di essere noi ad averle decise, in realtà siamo stati indotti inconsciamente ad agire in quel determinato modo (pensate veramente che sia la vostra profonda e reale natura a desiderare con tutti voi stessi un iPhone?).

Ma allora, questo forte desiderio di libertà che molti di noi provano è soltanto una illusione, una qualche sorta di pazzia che ci siamo creati da soli nel nostro cervello? In molti a questa domanda risponderebbero che sì, che siete solo fuori di testa o, volendo essere buoni, che siete dei “disadattati”. Io, invece, affermo esattamente il contrario:

se sentite la necessità di essere liberi è perché siete ancora sani e vivi e non vi siete ancora ridotti come quei derelitti umani che amano fare le pecore nei loro recinti.

E adesso vi spiego il perché.

 

| Lo stato naturale dell’uomo |

L’uomo, come tutti gli altri esseri viventi, è nato per vivere in armonia con la Natura. E infatti gli esseri umani, identici a come siamo io e voi in questo momento, vivono su questo pianeta da almeno 200.000 anni (in realtà, man mano che si prosegue nelle ricerche, questa data viene posta sempre più indietro nel tempo ma qui ci atterremo a quella conosciuta dai più).

Sapete da quant’è che alcuni di noi esseri umani hanno iniziato a vivere in modo “civile”, cioè sapete da quant’è che viviamo in modo stabile in villaggi-paesi-città in cui ogni individuo svolge una precisa attività? Da appena 10.000 anni, esattamente dal momento della nascita dell’agricoltura. 190.000 contro 10.000: una bella differenza. E come abbiamo vissuto per tutto quel tempo, cioè per centinaia di migliaia di anni? Nel modo più naturale all’uomo: da cacciatori-raccoglitori.

Ora attenzione, quando sentite parlate di cacciatori-raccoglitori dovete immaginare gente come noi, con il nostro stesso cervello, molto intelligenti, che avevano riti, un profondo senso della spiritualità e che vivevano in comunità. Quindi toglietevi dalla testa l’immagine di “scimmioni primitivi” che sicuramente avete nella testa ogni volta che sentite parlare di cacciatori-raccoglitori. Volete un’immagine adeguata dei cacciatori-raccoglitori a cui sto facendo riferimento? Pensate ai nativi americani, ai famosi “pellerossa”. Fatta questa importante precisazione, torniamo alla nostra argomentazione.

In quel periodo gli esseri umani vivevano in gruppi che potevano andare da decine a diverse centinaia di persone e chi ne faceva parte se, a un certo punto, non era più in accordo con il resto del gruppo di appartenenza poteva tranquillamente lasciarlo, giacché sarebbe stato perfettamente in grado di sopravvivere da solo. Eccoci, finalmente, essere arrivati al punto centrale della nostra argomentazione: oggi potreste mai abbandonare il gruppo in cui vi trovate senza subire gravi conseguenze? Ovviamente no. E perché? Perché siete un ingranaggio del Sistema.

 

| La natura del Sistema |

Come nasce il Sistema e, soprattutto, come abbiamo fatto ad auto-imprigionarci dentro? Gira e rigira il motivo è sempre lo stesso: pensando di poter vivere una vita più facile e comoda rispetto a quella precedente senza dover pagare gravi conseguenze. E così qualcuno, a un certo punto 10.000 mila anni fa circa, si accorse che piantando una pianta poteva ottenere dei frutti senza doversene andare in giro a raccoglierli. Sempre questo qualcuno, dopo un po’, si accorse che poteva fare la stessa cosa con gli animali: poteva rinchiuderli in un recinto senza dover faticare e rischiare nelle foreste per cacciarli. Tutto questo, però, affinché potesse funzionare, richiedeva le seguenti cose:

  • Stanziarsi in modo fisso in un luogo ben preciso.
  • Suddividere le mansioni tra i vari individui.
  • Nominare alcuni individui “guardiani” affinché svolgano la mansione specifica di sorveglianza per difendere il Sistema: non bisogna rischiare che altri gruppi o singoli individui vadano a “rubare” i prodotti della loro coltivazione e del loro allevamento.
  • Gli individui più forti e autorevoli devono diventare “coordinatori” del Sistema con compito specifico di assicurarsi che ognuno svolga il ruolo che gli è stato assegnato.

A questo punto eccoci di fronte alla prima, primitiva forma di Sistema. Per quale motivo questo è un Sistema? Perché, per funzionare, tutto ciò deve funzionare come un meccanismo ben oliato; inoltre, ogni “ingranaggio” (ogni essere umano) deve svolgere il compito che gli è stato assegnato. E se la natura di uno di questi individui-ingranaggi gli dice di comportarsi diversamente? Allora verrà obbligato dai “guardiani”, con le buone o con le cattive, su ordine dei “coordinatori”, a riprendere la mansione che gli è stata assegnata: ne vale della produttività dell’intero Sistema. E se continuerà a opporsi e a rifiutare la sua mansione? Verrà sostituito da un altro “ingranaggio” dopo essere stato eliminato o anche, più semplicemente, dopo essere stato espulso dal Sistema. Ma un individuo che ha svolto per tutta la vita una sola, specifica mansione, nonché è stato abituato a essere protetto e nutrito dal Sistema, sa bene che fuori dal Sistema stesso non avrà vita lunga; questo significa che spesso basterà la sola minaccia di “espulsione” per farlo rientrare nei ranghi.

 

| La manipolazione come strumento per gestire gli ingranaggi del Sistema |

Naturalmente, più il Sistema cresce, più aumentano il numero degli “ingranaggi” e tecniche sempre più sofisticate per gestire il tutto sono necessarie. E allora ecco nascere le prime forme di manipolazione di massa giacché è molto più comodo che gli individui si comportino da “ingranaggi” per loro volontà e “orgoglio” piuttosto che sotto costante minaccia. Vediamo allora nascere l’arte oratoria, l’ideologia politica, la demagogia e così via. Cos’altro pensate che siano queste cose ne non appunto tecniche per manipolare le masse al fine di far funzionare al meglio gli “ingranaggi” del Sistema?

Prendete tutto questo e sviluppatelo costantemente per 10.000 anni. Che cosa ottenete? Un gigantesco Sistema con milioni, miliardi “ingranaggi”. Una mega-macchina. Insomma, il mondo in cui tutti noi oggi stiamo vivendo.

Ovviamente la biologia è la biologia e la nostra natura, che per centinaia se non milioni di anni ha agito liberamente in perfetta armonia con la natura, spesso rispunta fuori e vuole farci vivere da esseri liberi. Ma ci rendiamo subito conto che non possiamo comportarci da uomini e da donne liberi, sia perché ormai il Sistema, come una gigantesca piovra ha avvinghiato l’intero pianeta e, quindi, non si può praticamente sfuggire a esso, sia perché ci rendiamo perfettamente conto di non essere per nulla in grado di vivere in modo autosufficiente. Ed è così che oggi ci siamo ridotti a essere dei perfetti schiavi del Sistema, dato che oggi non è necessario nemmeno che arrivi la minaccia da parte del Sistema per terrorizzarci: ci è sufficiente pensarla.

Insomma, eccovi (spero) chiarito che cos’è il Sistema e perché si preoccupano, dai piani alti, a a manipolarci con tecniche sempre più sofisticate. Naturalmente qui ho dovuto sintetizzare molto ma se volete approfondire l’argomento vi rimando al mio libro Manuale di Resistenza al Potere edito da Uno editori.

dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook tra cui La mente dello stratega che è rimasto per mesi in vetta alle classifiche. Con la Uno Editori è in uscita il libro Manuale di resistenza al potere.

Commenti 2

  1. Complimenti Michele per questa sintetica ma illuminante spiegazione. Siamo ingranaggi di una megamacchina, concetto già trattato altrove. Come i pedoni di una partita a scacchi, siamo presenti e usabili ma sacrificabili. L’uomo così, cessa di essere un individuo con una propria dignità, per il potere siamo solo una particella del tutto, privi di importanza specifica. Mi piace molto come spiegazione, è un ottimo modo per capire quanto contiamo poco per i potenti che hanno i fili in mano di questa megamacchina chiamata sistema sociale.

  2. Più che di un manuale di resistenza al potere, sarebbero necessarie delle azioni concrete, come la creazione di oasi d’indipendenza, luoghi dove si possa vivere in libertà perché autosufficienti da tutti i punti di vista (acqua, terra, cibo, energia elettrica, ecc).
    Questa società in cui viviamo sta diventando sempre più dura, sempre più ingiusta, la vota delle persone non conta. Siamo come dei numeri in un grande campo di concentramento. E la cosa tragica è che le persone accettano. Ma credo che molti lo facciano per mancanza di alternative. Se esistesse un posto dove poter vivere da persone liberi io ci andrei SUBITO. Impossibile che, con tante persone intelligenti che ci sono, non si possa creare un posto così.

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