Élite musicali: preparare il campo a nuove iperconnessioni

Autore

Il significato della parola élite (dal latino eligere = scegliere), così come è accaduto per mere teorie politiche, ha varie accezioni.

Diversi tentativi di scardinamento dall’esterno e severe imposizioni dal suo interno hanno preso forma: il totem era sostanzialmente uno e uno solo, l’establishment musicale e tutte le autorità nel settore.

| L’élite in campo musicale |

Da ciò che si può definire elitismo sono state elaborate delle analisi che hanno scaturito azioni e reazioni universalmente assimilate ma mal digerite da alcuni: il progressivo manifestarsi di esse nella storia ha contribuito a instillare il caos e a generare numerose crisi identitarie perché era stato ucciso il suono nuovo in nome della competenza, ha creato fratture nell’evoluzione naturale dell’arte e ne ha pervertito completamente il significato etimologico, creando infine una metamorfosi perfino nel concetto di élite stessa.

Da che mondo è mondo, dapprima le masse analfabeti e poi le cosiddette “democrazie informate” hanno accettato in maniera pacifica o più o meno supina e conforme, che un nucleo di persone dotate di ricchezza culturale pubblicamente accertata occupasse i ruoli più alti per pura appartenenza a una istituzione – ad es. un maestro, una scuola, una accademia, un’etichetta discografica, in seguito tutti i mass media – omettendo di avanzare qualsiasi forma di critica al conservatorismo (eccetto sporadiche, esorcizzanti, balsamiche e/o pseudo anti-elitiste critiche da parte di singoli che tentano di alzare la cresta, critiche che gridano vendetta ma che rapidamente si sono estinte in un nulla di fatto).

| Verso idee costruttive elitiste |

Per ovviare a un verosimile anti-elitismo di ritorno – che avrebbe affermato in modo radicale e popolare l’idea che non l’eletto da Dio, né tantomeno una congrega di savi capaci solo di impartire lezioni, ma l’uomo comune e della strada (alieno agli scranni del comando) sarebbe dovuto arrivare al vertice – si sono palesate col tempo anche idee costruttive elitiste, che hanno visto affermarsi la volontà da parte del gotha delle 7 note o degli enti più rappresentativi di ricercare persone straordinarie e rigorose con indubbie qualità, meriti e competenze fuori dal comune alle quali affidare mansioni di grande importanza, con la promessa di aiuti a gettito continuo, protezioni politiche, e un ricambio che garantisse la continuità di tali qualità e un destino chiaramente glorioso.

| Dall’elistismo all’elitarismo |

Ma questo è stato solo uno specchietto per le allodole, essendo facilmente verificabile da chiunque – anche da un semplice civile che vuole informarsi, non solo dalle parti in causa –che la novità nient’altro è stata che un procedimento inclusivo, vale a dire non rivoluzionario, totalmente incapace di scardinare le consorterie venutesi a creare negli anni.

Si è passati quindi, in un processo lento ma inesorabile di assoluta depravazione morale e regressioni di ogni sorta, all’involuzione del concetto già squallido di elitismo a quello di elitarismo: non si tratta più della questione di come mantenere/detenere il potere nelle stanze dei bottoni della musica, esso è ormai IMMUTABILE, così come lo sono le cerchie che lo compongono… e deve restare tassativamente alieno a certe pericolose categorie.

Ora, non si può pretendere che il popolo tutto conosca i processi storici esatti che hanno portato tali forme di potere a cercare infiniti e birichini escamotage per riuscire a conservare non più tanto la musica e i suoi insegnamenti e messaggi, quanto la totale chiusura al ricambio reale… Tuttavia si può (e si deve!) già creare una nuova accezione avulsa da questi meccanismi incancreniti e sempre più complessi da riconoscere, per educare il singolo individuo − in questo caso l’artista, o il giovane non scolarizzato ma che ha qualcosa da dire, da far sentire − a riconoscere il suo nemico, che è un nemico da smantellare, non solamente da delegittimare.

Edoardo Pistolesi Somigli, nato a Firenze nel 1976, è un sound designer e produttore nel campo della musica di ricerca, interessato all'integrazione delle illimitate connessioni tra suono, arte della registrazione, filosofia e psicologia. Le sue opere − che si sviluppano sia in studio che in live − sono coordinate e aggregate in modo continuo a svariati progetti sfociati in produzioni, tracce e concept works con le etichette più innovative e di avanguardia del panorama internazionale. I suoi lavori hanno fatto da medium a collaborazioni che negli anni hanno stimolato l’interesse sia del mondo artistico che di quello scientifico, politico e…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *