Europee: cos’è la destra e cos’è la sinistra

Autore

In vista delle prossime elezioni per rinnovare il parlamento europeo, cerchiamo di chiarire, in modo chiaro e definitivo una domanda che in molti, da decenni, si fanno, e cioè: in cosa consiste la destra e in cosa la sinistra?

 

| Destra e sinistra sono categorie superate? |

Nell’era moderna ogni individuo si sente appartenere o si sente chiedere se appartiene, politicamente e quindi culturalmente, al mondo della destra o a quello della sinistra. Un tempo sembrava che, almeno istintivamente, tutti fossero ben coscienti di questa distinzione e dei loro relativi significati.

Oggi, invece, questa chiarezza sembra sia andata smarrita, tanto che si sente annunciare, a gran voce e da persone ritenute autorevoli, la “fine della distinzione tra destra e sinistra”.

È veramente così? Diciamolo subito: no, nel modo più assoluto. Vediamo perché.

Prima di tutto è importante chiarire una cosa: i termini “destra” e “sinistra” tendono a essere fuorvianti perché indicano, di per sé, gli schieramenti politici che siedono “a destra” o “a sinistra” del presidente di una assemblea legislativa (in Italia le assemblee sono due e cioè la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica). Ovviamente, se le parole destra e sinistra hanno acquisito una importanza culturale così profonda c’è un motivo, che è il seguente:

a “destra” dell’assemblea legislativa tendono a sedersi i rappresentati di quel mondo culturale detto conservatore mentre a “sinistra”, invece, quello definito progressista.

Ora, grazie a questi due termini molto più precisi, ci è possibile chiarire meglio le idee. Iniziamo dall’ultimo.

 

| Cosa vuol dire essere progressista |

Come scrive il Vocabolario Treccani alla relativa voce, progressista è colui che…

“…sostiene la necessità di accelerare il progresso, cioè l’evoluzione della società, nell’ambito politico, sociale ed economico, e si comporta e agisce di conseguenza.”

Dunque una persona progressista tenderà a desiderare un mondo senza confini, in cui ogni uomo e ogni donna sono uguali a tutti gli altri (soprattutto culturalmente) e in cui la tecnologia progredisce sempre di più. Ne consegue che, dal punto di vista esistenziale, la persona progressista sostiene fermamente il libero arbitrio, cioè che è lui a decidere come vivere, dove vivere e con chi vivere e, proprio per questo, desidera un mondo con sempre meno strutture locali (come, ad esempio, le nazioni) favorendo, invece, istituzioni internazionali e globali.

 

| Cosa vuol dire essere conservatore |

Conservatore è invece…

“…chi, in politica, sostenendo il valore della tradizione, si oppone a qualunque ideologia progressista, e mira a conservare le strutture sociali e politiche tradizionali.” (Ibid.)

In questo caso, quindi, ci troviamo in una situazione del tutto opposta a quella progressista (e, infatti, non è un caso che i parlamentari tendano a sedersi il quanto più lontani possibile gli uni dagli altri, fino alla “estrema destra” e alla “estrema sinistra” dell’assemblea).

Il conservatore parte dal principio che esiste un Ordine Superiore (indipendentemente dalla istituzione religiosa di appartenenza) che decide su ogni aspetto della vita di ogni uomo e di ogni donna.

Di conseguenza è questo Ordine che decide in qual terra dobbiamo nascere, con quali persone crescere e con quali vivere. Dovere di ogni uomo e di ogni donna è dunque, secondo la visione conservatrice, quella di mantenere e, appunto, conservare questa Volontà superiore, indipendentemente dalle conseguenze (conseguenze decise, infatti, sempre dall’Ordine Superiore).

Va da sé, dunque, che il conservatore tenderà sempre a dare più importanza alla terra, al popolo e alla cultura in cui è nato (come, ad esempio, la propria nazione) rispetto a popoli, terre e culture internazionali e globali.

 

| In conclusione |

Ancora una volta, anche se i più lo ignorano (leader politici compresi), è sempre la propria visione del mondo a determinare non solo il proprio comportamento ma anche, e soprattutto, la propria cultura, la propria spiritualità e il proprio credo politico.

E la propria visione del mondo viene sempre dettata da una scelta primaria e fondamentale: credi nel libero arbitrio o in un Ordine Superiore?

Tutto il resto consegue da questa scelta.

dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook tra cui La mente dello stratega che è rimasto per mesi in vetta alle classifiche. Con la Uno Editori è in uscita il libro Manuale di resistenza al potere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *