Follia gender a Barcellona: al bando le fiabe perché ritenute “sessiste”

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Una scuola materna pubblica di Barcellona, la Táber, ha messo al bando celebri fiabe come Cappuccetto rosso e La bella addormentata nel bosco perché considerate racconti sessisti e “tossici” dall’associazione Espacio y Ocio e dalla commissione di genere della scuola (composta da educatori e genitori).

Come nella peggiore distopia, duecento volumi sono stati ritirati dagli scaffali della biblioteca della struttura in quanto ritenuti non adatti agli allievi.

Il prossimo passo sarà rimettere mano ai racconti per bambini più conosciuti. Si tratta di un progetto pionieristico pensato per raggiungere l’uguaglianza di genere nelle scuole che passa però verso lo sradicamento delle nostre radici storiche e mitologiche.

La psicopolizia del politicamente corretto riscrive la storia e la letteratura, censurando nella sua follia i testi ritenuti “dannosi” per le nuove generazioni.

 

 

| Le fiabe appartengono alle nostre radici |

Paolo Battistel, La vera origine delle fiabe (Uno Editori).

Per comprendere cosa sono davvero le fiabe e come è semplicemente assurdo questo progetto, consiglio la lettura del libro dello scrittore e mitologo Paolo Battistel, La vera origine delle fiabe (Uno Editori). In questo saggio viene spiegato come le fiabe siano molto più antiche di quello che immaginiamo: sono ciò che rimane di antichi miti precristiani diffusi in Europa durante l’antichità e il Medioevo. Queste narrazioni sopravvissute agli stessi popoli che le avevano generate vennero censurate ed epurate dalla cultura cristiana trasformandole in seguito in racconti per l’infanzia.

Le fiabe sono pertanto dei racconti millenari, antichi quanto l’uomo stesso, moralizzate dall’avvento della borghesia e scacciate a forza dalla nostra società moderna. Fiabe famose come quelle che ora si vogliono censurare, se analizzate attentamente, ci svelano miti affascinanti e arcaici che fanno parte della nostra tradizione millenaria.

Il punto, come mostravamo con Gianluca Marletta in Unisex, è proprio questo:

il potere vuole sradicare le nostre radici per distruggere la nostra identità e creare masse di idioti senza memoria storica, senza passato, degli esseri a-morfi (senza forma), totalmente spersonalizzati e facilmente manovrabili.

Come spiegava Orwell in 1984, è necessario un “atto di autoannientamento” per farsi “riempire” dal pensiero unico.

Il Potere svuota le menti dei cittadini per “riempirle” con i propri precetti.

 

 

| La manipolazione “dolce” |

Quanto immaginato da Orwell è attualissimo: il Potere in 1984 non intende più come in passato, durante le persecuzioni o l’Inquisizione, uccidere in pubblica piazza i propri nemici, rischiando pertanto di creare dei martiri, quanto al contrario convertire le menti di costoro al proprio volere. Tutte le coscienze, anche quelle degli “eretici” che verranno poi annientati, “vaporizzati”, devono abbandonarsi e abbracciare l’Ortodossia con un atto di volontà. Il maggior “peccato” che si possa compiere è infatti lo psicoreato: «Lo psicoreato non comporta la morte, esso è la morte» .

Il governo distopico immaginato da Orwell ha compreso che, per avere la totale sottomissione del popolo, deve penetrare nell’immaginario, nella mente di ogni cittadino per rimodellarla e riempirla di sé.

 

 

| Presto sarà reato leggere? |

Ci avviciniamo a uno scenario simile a Fahrenheit 451, il romanzo di fantascienza del 1953, scritto da Ray Bradbury in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. O ancora, alla costituzione del Miniver orwelliano, il miniostero che in 1984 si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che ha a che fare con l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente non si occupa solo della fabbricazione di questo materiale, ma anche della sua rettifica, in un’opera capillare e costante di riscrizione.

 

Il Miniver, cioè, si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.

 

Nella società distopica immaginata da Orwell, il controllo è totale in quanto i colleghi diel protagonista, Winston Smith, si occupano di falsificare la storia seguendo l’adagio del Partito,

 

«Chi controlla il passato […] controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato».

 

Le menzogne propinate dai falsificatori vengono imposte dal Partito e acquisite in modo spontaneo e acritico dalle masse perché «se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera». E soprattutto, viene acquisita e introietta come se fosse sempre stata vera.

 

 

| Il controllo e la falsificazione della realtà |

Enrica Perucchietti, FAKE NEWS (Arianna Editrice).

Il “controllo della realtà” e la falsificazione costante del passato servono a soggiogare il popolo tenendolo imprigionato in una forma di eterno presente: privo di memoria storica e senza più la capacità di usare la coscienza critica, l’uomo comune è costretto a crollare di fronte alla dissonanza cognitiva che viene indotta dai paladini del Pensiero unico, senza nemmeno accorgersi delle bugie a cui viene bombardato quotidianamente o delle assurdità a cui la collettività viene sottoposta in nome del buonismo e del politicamente corretto.

L’uomo dovrà quindi allinearsi completamente all’Ortodossia, accettare e credere qualunque menzogna come dogma, anche qualora si dica che 2+2 fa 5.

Chi non lo facesse sarebbe immediatamente accusato di psicoreato (vedi anche l’articolo Psicoreato: il Potere vuole sottometterci al pensiero unico).

Il potere, cioè svuota le menti dei cittadini per riempirle con i propri contenuti, proprio come ripeteva il Ministro della Propaganda del Terzo Reich, Joseph Goebbels:

«Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime […] Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga».

Vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. È caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di successo tra cui ricordiamo: Fake News, Governo Globale, La Fabbrica della Manipolazione, Unisex, False Flag. Sotto falsa bandiera, Il lato B. di Matteo Renzi; NWO. New World Order; Utero in affitto.

Commenti 1

  1. Sono convinto di quello che sta succedendo nel mondo…e sono altrettanto convinto che la prospettiva è quella…che non ci sono dubbi! Quello che invece non riesco a capire è…quando succederà!! O forse, ed è quello il pericolo, è che ci siamo già dentro!!! Se siamo dentro a questo progetto …ed io spero assolutamente di sbagliarmi…non c’è più alternativa!!! La gente normale ( ma sarà normale?) non vuole pensare a cose di prospettiva..che la stramaggioranza delle persone non legge, e quindi, va benissimo la manipolazione dolce. Va benissimo modificare il sistema delle fiabe! Se il progetto scolastico decide che La bella addormentata fa parte di un sistema negativo..il 90% delle famigle l’accettano!!! Poche sono le persone che protestano! E quelle poche persone che lo fanno ..vengono considerati ” rompimenti di coglioni”!! Per esempio , cara Enrica , io sono storicamente un rompimento di scatole… Quindi, ritengo sia necessario fare una battaglia? Si! Una guerra intellettuale è necessario farla ! Forse riusciremo a vincere anche alcune battaglie ma non riusciremo a vincerla!! Hanno troppo potere!! Naturalmente è una valutazione personale! Ciao Enrica

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