Fusaro candidato sindaco a Gioia Tauro. Una iniziativa che la grande stampa fa finta di non capire

Autore

Il filosofo e saggista Diego Fusaro, candidato sindaco a Gioia Tauro.

Diego Fusaro corre per la carica di sindaco a Gioia Tauro, città della Calabria profonda divenuta nell’immaginario collettivo simbolo di tutte le criticità che attanagliano il Paese.

Al di là di quello che pensano e scrivono alcuni giornalisti distratti e annoiati (da Aldo Grasso in giù) – frettolosi e presuntuosi nel giudicare il senso di una iniziativa che non hanno avuto il tempo (e/o la voglia?) di capire e metabolizzare – la presenza di Fusaro a Gioia Tauro non assume affatto i connotati tipici di una operazione estemporanea o di puro “marketing”, come bisbigliano i maligni avvezzi alla semplificazione mistificante.

Al contrario, la candidatura di Fusaro è il risultato di un lungo e meditato lavoro culturale che trova oggi la sua perfetta sintesi dentro il laboratorio politico/culturale Risorgimento Meridionale per l’Italia, associazione nuova e ambiziosa che intende realizzare una idea di Paese in conformità con le linee guida cristallizzate nel nostro Manifesto Politico (che verrà ufficialmente presentato il 9 maggio, sempre a Gioia Tauro, nel corso di una apposita conferenza stampa).

Gioia Tauro, quindi, rappresenta semmai in questa ottica il punto di partenza di una avventura che intende parlare all’Italia intera.

Perché, si chiedono in molti, partire proprio da una città difficile e periferica come Gioia Tauro? Perché gli uomini saggi e giusti sanno che è nobile e corretto impegnarsi – non dove ipoteticamente più conviene – ma dove realmente c’è più bisogno.

E il sud d’Italia, con il suo carico di speranze tradite, soffocato da una tremenda e “cronica” crisi economica, è oggi certamente il luogo che più di ogni altro merita cure e attenzioni vere, reali, concrete e “sudate”, perché dell’approccio distaccato e “naif” di una certa “intellighentia” nostrana, sempre brava nell’unire i buoni consigli ai cattivi esempi, non sappiamo più veramente cosa farcene. La nostra analisi è  semplice ma al contempo frutto di una logica stringente.

Se il Meridione è ridotto in pessime condizioni, vuol dire che pessime sono le nomenklature (politiche ma non solo) che fino a oggi hanno governato i processi decisionali. Queste “baronie” sclerotizzate, fameliche, ignoranti e senza visione strategica, devono perciò gradualmente ma risolutamente essere sostituite da una rinnovata classe dirigente capace di perseguire una idea di interesse generale.

E’ doveroso poi precisare che il nostro approccio rifugge in radice le logiche localistiche, regionaliste o “neoborboniche”, rimanendo l’Italia intera il campo di azione principale e strategico del nostro impegno pubblico. Noi infatti intendiamo partire dal sud (in questo senso Gioia Tauro rappresenterebbe una nuova “Quarto”) per “liberare” l’Italia tutta, ora ostaggio di una fredda e cinica burocrazia a guida franco-tedesca che, dietro il mantello putrido dell’attuale (dis)Unione Europea, intende completare ai nostri danni un processo di sostanziale e dissimulata colonizzazione già in atto.

Non vogliamo esasperare le tensioni fra il nord e il sud del Paese, vogliamo al contrario impedire con tutte le nostre forze che i tedeschi di oggi facciano contro l’Italia tutta quello che i piemontesi di allora fecero contro il Sud d’Italia. Se non riparte il Mezzogiorno, d’altronde, non riparte l’Italia.

La parte migliore del Paese ha già sedimentato questa certezza e, per conseguenza, abbiamo buone ragioni per credere che, strada facendo, aiuterà la riuscita di questo nostro genuino e autentico tentativo. Crediamo infine esistano adesso le condizioni geopolitiche utili per rendere possibile il superamento dell’infausto paradigma tuttora dominante, destinato  a crollare insieme all’attuale barcollante costruzione comunitaria. A breve l’Italia non sarà più vissuta e trattata quale “mera” e “muta” periferia di questo grottesco e redivivo “impero carolingio” incarnato da Merkel e soci, tornando invece protagonista dei nuovi equilibri geopolitici globali che i tempi nuovi forgeranno (e in parte stanno già forgiando).

Chiediamo quindi agli intellettuali, alle forze produttive a tutti i singoli cittadini di unirsi a noi – tesserandosi al Risorgimento Meridionale per l’Italia – al fine di scrivere insieme un pezzo di Storia del nostro Paese. Una Storia di cui poter essere fieri.

nasce a Gioia Tauro il 28 maggio del 1979. Avvocato, Giornalista pubblicista, ha collaborato con “Gazzetta del Sud”. Nel 2009 ha pubblicato con “Luigi Pellegrini editore” il suo primo libro, “Capolinea”. Attento osservatore della politica italiana e internazionale, curatore di un blog molto seguito (www.ilmoralista.it), e spesso ospite di talk show televisivi. Dal luglio del 2015 al dicembre del 2016 è stato assessore alla Cultura al comune di Gioia Tauro Appassionato anche di sport, ha conseguito a Milano un Master in giornalismo televisivo diretto da Bruno Longhi. Con la Uno Editori ha pubblicato il libro Dittatura finanziaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *