IA: Putin vuole la Russia leader mondiale, ma per molti l’Intelligenza Artificiale è un pericolo

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Vladimir Putin.

Vladimir Putin vuole che la Russia diventi leader mondiale nelle tecnologie informatiche nei prossimi cinque anni.

Nel corso di un incontro dedicato allo sviluppo tecnologico e all’intelligenza artificiale (IA in italiano), riportato da RIA Novosti il leader russo ha dichiarato che la Russia punta a essere all’avanguardia nel campo della tecnologia e della sicurezza informatica nei prossimi cinque anni, grazie alle “solide competenze scientifiche”.

 

| Da Bill Gates a Elon Musk: la IA fa paura |

Eppure da diversi anni si parla anche dei pericoli l’Intelligenza Artificiale possa divenire in futuro un grave pericolo per l’umanità sono alcuni tra i massimi ricercatori, imprenditori, scienziati e filosofi del nostro tempo.

Bill Gates.

Bill Gates, per esempio, seguendo Elon Musk di Tesla e SpaceX e l’astrofisico Stephen Hawking, è intervenuto nel dibattito sui possibili scenari che si aprirebbero a seguito dello sviluppo di una IA e ha espresso la sua preoccupazione:

«Sono tra quelli preoccupati per la super intelligenza […] All’inizio le macchine faranno molto lavoro per noi e non saranno super intelligenti. Questo sarà positivo se ben gestito […] Alcuni decenni più tardi, tuttavia, l’intelligenza sarà forte abbastanza da diventare una preoccupazione»[1].

Persino Nick Bostrom nel suo libro Superintelligenza, prevede quali possono essere i superpoteri e le strategie che una IA divenuta superintelligente potrebbe usare contro di noi: dall’hackeraggio per sfuggire al controllo dei suoi “guardiani” umani, a un vero e proprio attacco in cui potrebbe eliminare

«la specie umana e qualunque sistema automatico creato dagli esseri umani che possa opporsi in modo intelligente all’esecuzione dei suoi piani. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto mediante l’attivazione di qualche sistema d’arma avanzato che l’IA ha messo a punto usando il superpotere di ricerca tecnologica e installato in segreto durante la fase di preparazione clandestina»[2].

Insomma una sfida tecnologica potrebbe diventare una sfida per la sopravvivenza.

All’interno del transumanesimo, come spiego in Cyberuomo (Arianna Editrice) sono numerose e disparate le correnti di pensatori, comprese le voci critiche di coloro che iniziano a preoccuparsi del futuro dell’umanità.

 

| Per Musk l’IA può diventare un “dittatore immortale” |

Elon Musk.

Musk ha una visione fortemente cupa e pessimista e ritiene che l’IA rappresenti un pericolo esistenziale per l’umanità[4]. Per Musk, col tempo i robot potrebbero diventare più intelligenti di noi e finire col soppiantarci[5]: l’IA può creare

«un dittatore immortale» dal quale «non è possibile scappare» e che a differenza dei despota umani non invecchierebbe. Perché le conseguenze siano negative, ha spiegato il fondatore di Tesla, non serve necessariamente che «l’intelligenza artificiale sia malvagia […] Se ha un obiettivo e l’umanità sembra essere di ostacolo, distruggerà l’umanità senza nemmeno pensarci»[6].

Musk ha ribadito più volte (su Twitter e in diverse interviste) che l’Intelligenza Artificiale potrebbe causare la terza guerra mondiale[7]:

«un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei vari Paesi ma da uno dei loro sistemi di intelligenza artificiale, se questo dovesse decidere che un attacco preventivo costituisce il percorso ideale per la vittoria»[8].

e nell’estate del 2017 è stato tra i 116 firmatari di un appello che ha chiesto alle Nazioni Unite di vietare l’utilizzo dell’IA nell’industria bellica[9].

Nella lettera veniva chiesta la messa al bando dello sviluppo di “sistemi letali autonomi”, ovvero delle ricerche che hanno come fine l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale negli armamenti militari[10]. La lettera specificava il tono allarmistico dei firmatari:

«Non abbiamo molto tempo per agire: una volta aperto, questo vaso di Pandora sarà difficile da chiudere»[11].

La soluzione di Musk, però, è più inquietante del problema stesso: l’unica via d’uscita per il patron di Tesla e SpaceX è farsi cyborg, fondersi cioè con le macchine per non restare indietro nell’attesa che queste ci superino in intelligenza. Per questo motivo Musk sta lavorando a interfacce che permettano al cervello umano di comunicare direttamente con i computer.

 

| Neuralink: la nuova sfida di Elon Musk, fondersi con le macchine |

L’imprenditore Elon Musk, già CEO di Tesla e SpaceX, attraverso la sua start up Neuralink[12], fondata nel luglio 2016 ma non ancora “attiva”[13], avrebbe deciso di impiantare elettrodi nel cervello umano per migliorare la capacità di memoria dell’uomo o per consentirgli un’interazione più diretta con la macchina.

Attraverso piccoli elettrodi nel cervello sarebbe quindi possibile caricare e scaricare pensieri e informazioni.

Questa iniziativa nasce, come vedremo meglio nel prossimo capitolo, dalla volontà di Musk di arginare il pericolo dell’Intelligenza Artificiale, definita dall’imprenditore visionario come «la più grande minaccia alla nostra esistenza». A parlarne per primo è stato il 27 marzo 2017 il «Wall Street Journal»[14].

Ossessionato dall’idea di una possibile “apocalisse robot”, Musk punta sul potenziamento umano, l’unico modo, a suo dire, per prevenire e respingere i rischi della IA e dall’altra a garantire una forma di immortalità digitale: «Se il te stesso biologico muore, puoi caricarlo in una nuova unità. Letteralmente»[15].

L’idea di Musk è che se non si può sconfiggere la IA, ci si può fondere con essa.

La nuova tecnologia messa a disposizione da Neuralink ha l’ambizioso obiettivo di combinare perfettamente gli esseri umani con i computer, permettendo «di possedere, chiunque lo voglia, una conoscenza sovrumana[16]», di fatto rendendoci dei “sovraumani”.

Dopo una fiammata di interesse iniziale a livello globale, il progetto è scivolato nel dimenticatoio: non se ne parla nemmeno nella biografia Elon Musk curata da Ahslee Vance.

 

NOTE:

[1] http://www.lastampa.it/2015/01/29/tecnologia/bill-gates-sono-preoccupato-per-lintelligenza-artificiale-j8Jd6twH5T5gN6aFBO1nUL/pagina.html

[2] Nick Bostrom, Superintelligenza, Bollati Boringhieri, Torino, 2018, p. 156.

[3] https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/intelligenza-artificiale-il-duello-tra-musk-e-zuckerberg

[4] http://www.lastampa.it/2018/04/09/tecnologia/elon-musk-lintelligenza-artificiale-pu-creare-un-dittatore-immortale-sWHkB4eDPsH3cff6vxuuII/pagina.html

[5] https://www.vanityfair.com/news/2017/03/elon-musk-billion-dollar-crusade-to-stop-ai-space-x

[6] http://www.lastampa.it/2018/04/09/tecnologia/elon-musk-lintelligenza-artificiale-pu-creare-un-dittatore-immortale-sWHkB4eDPsH3cff6vxuuII/pagina.html

[7] https://www.repubblica.it/tecnologia/2017/09/04/news/elon_musk_sara_l_intelligenza_artificiale_a_causare_la_terza_guerra_mondiale_-174617318/

[8] Ibidem.

[9] http://www.lastampa.it/2018/04/09/tecnologia/elon-musk-lintelligenza-artificiale-pu-creare-un-dittatore-immortale-sWHkB4eDPsH3cff6vxuuII/pagina.html

[10] https://medium.com/@ItPutrino/il-pericolo-dellintelligenza-artificiale-2beaeeeacd70?fbclid=IwAR0LWwsidPXh9jHIfL67uZ0iaABHI_7Xtcmv4GHHKKIILEkVZhfRRAyd-OA

[11] https://futureoflife.org/autonomous-weapons-open-letter-2017

[12] https://www.neuralink.com/

[13] https://motherboard.vice.com/en_us/article/newz48/elon-musk-says-ai-research-neuralink-and-the-boring-company-are-just-hobbies

[14] https://www.wsj.com/articles/elon-musk-launches-neuralink-to-connect-brains-with-computers-1490642652

[15] https://tech.everyeye.it/notizie/elon-musk-annuncera-dispositivo-neuralink-capace-collegare-cervello-computer-343803.html

[16] Ibidem.

Commenti 1

  1. Grazie all’autrice per queste acute e documentate riflessioni.
    Avevo letto anch’io del progetto di Elon Musk. mi pare, però, che nella sua integrale attuazione l’idea del californiano trovi un limite – almeno allo stato attuale – nella durata limitata delle strutture biologiche. Poiché la nostra coscienza non è indipendente ma è legata a queste strutture, anche la fusione con la macchina non potrà portarci all’immortalità. A meno di rinunciare a quel tanto di umano risultante dalla fusione.

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