Il caso Huawei e il potere assoluto degli USA

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| Le minacce del governo USA al Regno Unito |

Da mesi, ormai, prosegue l’attacco da parte del governo americano contro la società cinese Huawei, azienda che il grande pubblico conosce per la produzione di smartphone e tablet ma che, in realtà, nasconde la propria forza e la propria influenza soprattutto nell’essere uno dei principali leader mondiali nel settore delle reti per telecomunicazioni.

Tanto per darvi un’idea abbastanza impressionante, pensate che, come riporta Il Messaggero,

«i prodotti e le soluzioni Huawei sono utilizzati da 45 dei primi 50 operatori mondiali e sono impiegati in oltre 170 nazioni, circa un terzo della popolazione mondiale».

Insomma, numeri talmente elevati da mettere in serio allarme la nazione più potente del mondo, cioè gli USA.

Il governo Trump è talmente preoccupato rispetto alla situazione Huawei da essere arrivato a minacciare di gravi ritorsioni le altre nazioni alleate se, in qualche modo, quest’ultime dovessero acconsentire a fare accordi significativi con l’azienda cinese, soprattutto per quanto riguarda la fornitura del servizio 5G.

Ultimo, in ordine di tempo, a essere minacciato è stato addirittura il Regno Unito (ANSA), storico e certamente più fidato alleato degli USA da sempre. Secondo il Financial Times e secondo quanto riportato anche da Il Sole 24 Ore Trump ha intenzione di ribadire le minacce del proprio governo per la questione Huawei al Regno Unito di persona, proprio mentre sarà in visita in quel paese, visita che è in corso d’opera esattamente nel momento in cui stiamo scrivendo.

 

| Il caso Huawei dimostra che a comandare nel mondo sono ancora gli USA |

Nelle élite degli Stati Uniti d’America esiste una certezza: per i prossimi decenni il potere mondiale verrà ancora gestito a Washington. Questa certezza deriva dalla presa di coscienza di una realtà molto semplice che consiste in questo: oggi il potere lo detiene non solo chi possiede la forza economica e militare più imponente a livello globale ma anche, e soprattutto, chi ha in pugno Internet e tutti gli strumenti che consentono di poter “navigare” in essa.

Ora, dove risiedono i principali impianti per memorizzare le informazioni che esistono su Internet (già perché, contrariamente all’immaginario collettivo, le informazioni non rimangono nell’ “etere” ma hanno bisogno di luoghi fisici in cui poter essere memorizzate)? Ma negli USA ovviamente.

E i principali motori di ricerca, social e sistemi informatici vari (Google, Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, eccetera)? Sempre negli USA. Anche i principali sistemi operativi tramite cui funzionano i nostri amati smartphone (Android e iOS) sono americani.

Cosa significa tutto questo? Che tutte queste aziende, su cui si regge completamente ormai il nostro mondo contemporaneo, devono obbedire ai diktat che arrivano da Washington se non vogliono cadere in gravi conseguenze (ricordate tutta la paura che emergeva dal volto di  Mark Zuckerberg mentre si trovava di fronte al congresso americano?). E, giacché anche le aziende di Paesi potenti come la Cina posso funzionare solo se supportate dai servizi offerti dalle aziende americane citate, ne consegue che anche le aziende estere devono piegarsi e assecondare il volere del governo americano.

Caso esemplare di questa situazione è, appunto, quello Huawei, che rischia di vedersi sottrarre la licenza del sistema operativo Android con evidenti gravissime conseguenze economiche, giacché molte persone eviterebbero di comprare smartphone Huawei sprovvisti di Android.

Quanto descritto in quest’ultima parte non è una personale teoria, bensì è quanto ha affermato Joseph Nye, attuale presidente della Commissione Trilaterale per il Nord America e uno degli uomini più potenti e influenti a Washington.

Dunque prestate molta attenzione a quello che succederà con il caso Huawei nelle prossime settimane: questo caso è in grado, infatti, di far comprendere a un acuto osservatore i meccanismi del potere mondiale più di quanto uno possa lontanamente immaginare.

dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook tra cui La mente dello stratega che è rimasto per mesi in vetta alle classifiche. Con la Uno Editori è in uscita il libro Manuale di resistenza al potere.

Commenti 1

  1. Grazie. Sono d’accordo, gli USA sono ancora al comando. Lo dimostra il fatto, oltre al caso Huawei, che la Cina non affonda i colpi che potrebbe affondare nella guerra commerciale. Infatti, potrebbe dismettere titoli di stato e dollari americani in blocco, creando il caos finanziario; eppure, finora Pechino non ha adottato questa scelta, ma una politica più leggera (v. restrizioni sui metalli rari), anche se dall’impatto economico non trascurabile.

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