Il lupo si traveste da agnello. La nuova strategia della tirannia capitalista è ammantarsi di buoni sentimenti

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Negli ultimi giorni, con l’inizio della scuola, sono tornati alla ribalta Greta Thunberg (con i suoi inviti ai più importanti consessi internazionali, ultima tappa: l’Onu) e i Fridays for Future, manifestazioni create apposta per soddisfare il bisogno dei potenti di manipolare il gregge globale, e quello dei ragazzetti di saltare qualche giorno di scuola per “una buona causa”.
Occorre premettere che chi scrive ha assolutamente a cuore la questione ambientale, ma allo stesso tempo non sopporta né l’ipocrisia, né le manipolazioni dei padroni del vapore, come già manifestato in un articolo precedente.

Andiamo per ordine, quindi. Cosa c’è di sbagliato nel fenomeno Greta Thunberg e negli scioperi per il clima?

Tanto per iniziare, il messaggio dei “Fridays for future” è assolutamente diseducativo. Questioni come quella ambientale hanno bisogno di informazione, di studio, di dibattiti.

Hanno quindi bisogno di scienza, conoscenza ed educazione, tutto ciò che proprio la scuola dovrebbe fornire. Invitare quindi i ragazzi a marinare la scuola per “protestare per l’ambiente”, appare una stupidaggine colossale.

Sarebbe sufficiente spostare le manifestazioni di domenica (ma siamo sicuri che avrebbero così tanto successo?) e organizzare eventi informativi negli istituti per ottenere risultati decisamente migliori in termini di creazione della dovuta consapevolezza. Ma evidentemente l’impatto mediatico e “pubblicitario” ne risentirebbe. Meglio allora ripetere slogan a pappagallo e imitare comportamenti stereotipati.

Poi c’è la questione del personaggio Greta, che abbiamo già visto essere collegato alla Open Society di George Soros e ai Dem americani. E’ evidente quindi quale tipo di interessi la ragazzina svedese finirà per difendere.

Infine c’è l’apprezzamento da parte dei potenti della Terra per la piccola  manifestante. Se veramente Greta li “facesse tremare” come ci viene propinato dalla propaganda di regime, non la inviterebbero certo a Davos, all’Onu, al Parlamento europeo e via dicendo, dove la sua presenza invece viene molto apprezzata.

Ma quale sarebbe la misteriosa agenda perseguita dalle élite tramite Greta?

Il personaggio è evidentemente utile ai Dem globali per guadagnare consensi contro le destre nazionaliste e i sovranisti, poco inclini a pensare globalmente e a porre il problema dell’ambiente nella propria agenda politica. Attraverso una forma di “greenwashing” i Democratici vogliono far dimenticare le proprie disastrose politiche globaliste, europeiste, neoliberiste, immigrazioniste e in spregio alla famiglia tradizionale, nonché l’aver abbandonato gli strati più deboli della popolazione per seguire banchieri e multinazionali, dandosi una nuova immagine da paladini dell’ambiente e salvatori del Pianeta.

Ma c’è un aspetto più subdolo, e riguarda proprio la creazione di quel Nuovo Ordine Mondiale di cui si favoleggia da anni.

Se tutti quanti conosciamo lo schema Problema-Reazione-Soluzione, così come la dottrina dello Shock, allora non è difficile vedere nella crisi ambientale (vera o presunta che sia) un formidabile strumento per imporre un governo globale “green”.

Così, in un futuro molto prossimo, invece di accusare quello o quell’altro Stato canaglia di “violare i diritti umani” (oramai ampiamente violati anche in Occidente, si guardi la repressione dei gilet gialli da parte di Macron o l’imposizione di un abnorme obbligo vaccinale in Italia), si potrà attaccare uno Stato o un uomo politico sulla base della sua “insensibilità verso il Pianeta”, e pretenderne l’immediata sottomissione/rimozione.

La salvaguardia del pianeta sarà così invocata come pretesto per mettere il potere nelle mani di una ristrettissima oligarchia di “filantropi ambientalisti” e di Stati guida, e chi non si adeguerà o oserà mettere in discussione i dogmi di queste élite sarà il cattivo di turno, da rovesciare per “il bene comune”.

Ma questo schema ricalca ciò che sta accadendo su tanti altri temi della politica italiana e internazionale.

Prendiamo il caso dell’immigrazione di massa, dove in nome di un presunto “umanitarismo” si foraggia un pazzesco giro di affari che coinvolge trafficanti, scafisti, Ong, coop dedite all’accoglienza, mafie, caporali e aziende in cerca di forza lavoro a basso costo. Celebri in tal senso le parole di Buzzi (Mafia Capitale) che affermava che gli immigrati “rendono più della droga”.

Possiamo continuare con il caso del fanatismo Lgbt, dove si utilizza un valore positivo (la non discriminazione verso gli orientamenti sessuali diversi dalla norma) per legittimare idee sempre più esorbitanti, quali la distruzione del concetto stesso di famiglia naturale (arrivando all’assurdo di utilizzare la locuzione Genitore 1 o Genitore 2) e la mercificazione del grembo materno con la legalizzazione del c.d. “utero in affitto”, il sogno di ogni ipercapitalista.

E ancora, lo stesso schema lo ritroviamo nella questione delle vaccinazioni di massa, laddove obiettivi apparentemente nobili (la tutela degli immunodepressi e la protezione da “terribili malattie” come il morbillo) servono a mascherare gli immensi profitti delle case farmaceutiche che producono i vaccini, e la cancellazione di importanti diritti costituzionalmente tutelati (quali quello, sancito dall’art 32 della Cost., alla inviolabilità del corpo umano in assenza di necessità impellenti per la salute pubblica).

Insomma: per farla breve, il super capitalismo contemporaneo ha capito che, per irregimentare le masse, privarle del libero arbitrio, coercirle e costringerle a rispettare la propria agenda, occorre nascondere le catene dietro una veste “solidale”, “ambientalista”, “Lgbt-friendly”, “scientifica” e “attenta alla salute pubblica”. Di modo che, chiunque osi mettere in discussione le politiche imposte, venga silenziato con epiteti ingiuriosi quali “fascista”, “razzista”, “omofobo”, “oscurantista”, “medievale”, “insensibile verso il Pianeta”, “egoista” e quant’altro.

La nuova dittatura è ammantata di buoni sentimenti.

La potremmo definire la “dottrina Saruman”: chi ha letto il Signore degli Anelli saprà che lo stregone Saruman appariva bianco (cioè puro e onesto) a distanza, ma man mano che ci si avvicinava le sue vesti diventavano multicolore. Ciò segnava per Tolkien la differenza fondamentale tra l’Ipocrisia e la Verità, incarnata da Gandalf il Bianco.

Simboli attuali, oggi più che mai.

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