Il patriarcato come arma segreta della dittatura dolce

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| Emergenza nazionale, tra femminicidio e pedofilia |

Dopo le molte sentenze assurde che hanno riempito le aule dei tribunali negli ultimi tempi, bisogna farsi delle domande più approfondite sull’argomento. È semplice malagiustizia o sotto c’è qualcos’altro?

Le “tempeste emotive” che hanno reso ingiustizia alle vittime di femminicidi hanno riempito le pagine dei giornali e i social a cui siamo sempre collegati. L’assurdità e l’inconsistenza della motivazione hanno fatto sorridere molti e inorridire i più sensibili.

Perché quindi l’Italia che vantava, nel passato, uno dei codici giuridici più importanti del mondo, il famoso Diritto Romano, su cui si sono fondati e inspirati tutti gli altri codici legislativi dell’Occidente, oggi è degradata a tal punto da dispensare sentenze risibili, se non addirittura ignobili?

Per rispondere bisogna porsi la semplice e fatidica domanda di Seneca:

Cui prodest? (A chi giova?)

Gli effetti di queste sentenze oscene colpiscono i cittadini più fragili, come malati, anziani e, soprattutto, donne e bambini.

Queste due ultime categorie sono state particolarmente colpite perché ogni due giorni, in Italia, viene uccisa una donna e sono in pauroso aumento i casi di pedofilia e di sfruttamento sessuale di minori. Una vera emergenza nazionale, che non viene recepita come tale proprio dalle istituzioni che dovrebbero tutelare queste persone.

| Storia del declino di una nazione |

Il declino è stato lento e inesorabile, con cadute sempre più vertiginose negli ultimi decenni.

Diventa evidente che sotto esista un subdolo piano politico per erodere la sicurezza dei cittadini deboli e aumentare la forza di quelli già forti, cioè i maschi giovani e ricchi.

Creare una Giustizia ingiusta toglie ai cittadini la sicurezza sulla propria incolumità.

Esiste modo migliore per indebolire le persone e farle vivere in costante stato di paura? Credo di no.

Sapere di non essere tutelati impedisce alle persone più deboli di rivolgersi alle forze preposte alla tutela e da questo nasce il fenomeno del “fai da te”.

| Un piano politico: trasformare l’Italia nel Far West |

Il ricorso ad armi sempre più potenti in mano a chiunque ne faccia richiesta rende la società insicura per chi non può avere armi. Chi sono le persone che non hanno armi? Sicuramente i poveri, gli anziani e i bambini.  Anche la donna, per sua natura, rifugge dalle armi e solo se costretta da un pericolo imminente ne può fare ricorso.

Chi invece trarrà beneficio dalla disponibilità di armi? Sicuramente i malavitosi, i delinquenti e chi non ha paura di farsi giustizia da solo.

È tornato a rivivere il Far West di lontana memoria.

| Bowling a Columbine: la cultura della violenza negli Stati Uniti d’America |

Molti di noi ricorderanno il famoso film di Michael Moore presentato al Festival di Cannes nel 2001.

Il titolo del documentario era Bowling a Columbine (Bowling for Columbine) ed era incentrato sul tema della proliferazione delle armi e soprattutto della cultura della violenza negli Stati Uniti.

Alcuni ricorderanno il finale del film, i cui le statistiche dei feriti e dei morti a causa di colpi da armi da fuoco negli Stati Uniti sfioravano le centinaia al giorno, mentre nel vicino Canada, le morti e i feriti erano poche unità al giorno, se non alcuna. Come mai questo fenomeno in nazioni così simili e così vicine?

Infatti i due paesi sono equiparabili sia per estensione di territorio, sia per il livello sociale elevato degli abitanti. Solo una sottile e immaginaria linea di frontiera separa le due nazioni e quindi, come spiegare il picco di morti statunitensi e il blando indice di mortalità canadese?

Secondo il parere del famoso regista, con cui concordo pienamente,

la differenza sta solo nell’aver promulgato (negli U.S.A.) leggi che permettono a qualsiasi cittadino di girare armato.

In questo modo, per qualsiasi futile motivo, in un momento di rabbia, con una pistola in mano è facile sparare e uccidere chicchessia.

| Il (falso) mito americano |

Anche se la propaganda U.S.A definisce se stesso come lo stato più libero e sicuro del mondo, questo non è vero. Le carceri americane sono piene, per la maggior parte di persone di colore, povere e ignoranti. Pochi americani bianchi si trovano dietro le sbarre e di quei pochi, nessuno è ricco.

Ho collaborato per anni con un’associazione che lottava contro la pena di morte negli Stati Uniti e ho anche scritto un libro sull’argomento, che narrava la tragica storia di un uomo condannato a morte e giustiziato nel 2000 che poi è stato riconosciuto innocente post mortem.

Il libro si intitola “Texas Death Row Hotel” e narra la storia straziante di Richard Wayne Jones, bianco, ucciso dallo Stato del Texas a 40 anni.

Per tornare all’Italia di oggi, si può dedurre in modo facile, dopo questi ragionamenti, che esiste un piano per destabilizzare le persone socialmente deboli e rafforzare quelle socialmente forti.

 

| La dittatura dolce |

Si chiama “dittatura dolce”, ovvero il sottile meccanismo di imporre con sentenze adeguate, senza conflitti apparenti, la dominazione del più forte sul più debole.

Erodere le leggi a tutela delle donne e dei bambini è il modo subdolo, difficile da individuare se non per i più attenti ed evoluti, per vincere senza combattere una guerra vile, proprio contro i soggetti che avrebbe dovuto tutelare.

Il Patriarcato si è sempre fondato su queste basi, innalzando il maschio dominatore e affossando i più deboli; ora, sentendosi vacillare a causa delle nuove consapevolezze, sta inasprendo i vincoli subdolamente, promettendo, con il vecchio slogan, di dare più sicurezza a scapito della libertà.

La parola “sicurezza” è davvero spaventosa, come la parola “protezione”, e ogni volta che qualcuno la pronuncia bisognerebbe tremare. Non dimentichiamo che i magnaccia sono definiti “protettori” e i provvedimenti restrittivi della libertà sono definiti “decreti sicurezza”.

Solo pochi esseri “svegli” possono accorgersi dell’inganno, ma essi, essendo pochi, saranno o dileggiati o trascurati dalle masse dormienti.

| E i dissidenti? Come Cassandra |

I pochi che si sono accorti saranno come Cassandra che, strappandosi i crini e urlando disperata, correva sugli spalti di Troia capendo quale minaccia stesse per arrivare dal magnifico cavallo lasciato, come dono, dagli Achei vicino alle porte Scee.

Non sarà creduta, come successe a Laocoonte e ai suoi figli e come, migliaia di anni dopo, successe al lungimirante scrittore Aldous Huxley, che affermò nel suo famoso libro Brave New World (1932):

 

“Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.” 

Ecco, quei tempi sono arrivati e quelle generazioni siamo noi.

[1] Medea, versi 500-501 in cui si afferma: “cui prodest scelus, is fecit”, cioè “colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l’ha compiuto”.

Laureata presso l’Università di Bologna, iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha collaborato per anni con alcuni settimanali e mensili a diffusione nazionale. Ha vinto numerosi premi di poesia, ha partecipato a vari programmi Rai e Mediaset. Conduce seminari di riequilibrio tra le energie maschili e femminili e di ricerca della felicità. Tiene conferenze ed incontri in tutta Italia. Autrice di "Quando Troia era solo una città", "Iniziazione segreta alla felicità" e "Origini delle narrazioni del mondo" (Uno Editori).

Commenti 2

  1. L’articolo è del tutto incomprensibile e pieno di concetti logicamente scollegati tra di loro.
    Intanto, dire: “Anche la donna, per sua natura, rifugge dalle armi e solo se costretta da un pericolo imminente ne può fare ricorso”, è locuzione priva di fondamento.
    Delle due l’una, o siamo tutti uguali, uomini e donne, appartenenti all’unica categoria degli esseri umani, oppure dobbiamo ammettere che, in rerum natura, esistono delle differenze di genere.
    Parlare di femminicidi, poi, è un allinearsi supinamente (e stupidamente) al pensiero unico dominante.
    Cosa sarebbe sto femminicidio? Nulla, esiste, semmai, l’omicidio. E questo lo insegna proprio la cultura giuridica romanista dalla stessa autrice richiamata, ma che probabilmente non conosce.
    Il parere del famoso regista, ossia: “la differenza sta solo nell’aver promulgato (negli U.S.A.) leggi che permettono a qualsiasi cittadino di girare armato”, è altrettanto basato sul nulla e sull’apriorismo.
    Piuttosto che vedere film dai contenuti improbabili, all’autrice consiglierei la lettura dei libri. In particolare “La misura dell’anima”, di Kate Pickett, Richard H. Wilkinson; ove è spiegato in termini incontrovertibili la ragione della violenza.
    Insomma, in buona sostanza il richiamo al patriarcato d’archeologia da parte dell’autrice è del tutto distonico rispetto ai veri motivi dell’attuale realtà.

  2. Condivido Appieno con “Il Tafano”!!! Come è stato Giustamente Sentenziato: !!! E tale “Resistenza” per quanto mi concerne Significa *DIFENDERSI CON TUTTI I MEZZI*!!! Citando, a proposito dei Classici: Saluti.

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