Ipnosi mediatica e manipolazione di massa

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| Resistere all’Immaginario Dominante |

L’Ipnosi non esiste, tutto è Ipnosi.

– Milton H. Erickson

La questione centrale, oggi più che mai attuale, non è rappresentata dal non farsi condizionare dall’apparato tecno-spettacolare pervasivo e tentacolare, che costantemente invade i nostri spazi, sia pubblici che privati, attraverso tv, tablet, smartphone, ecc…, bensì dal prendere piena coscienza del suo operato e dei suoi principi cardine, grazie ai quali esso dà forma quotidianamente a quello che potremmo definire “Immaginario Dominante”.

Personalmente sostengo, contrapponendomi alla disarmante ingenuità di qualche avventato divulgatore, che il punto centrale non è rappresentato da come non farsi condizionare o peggio ancora manipolare dal cosiddetto “sistema”, ma semmai di come assumere un atteggiamento il più possibile consapevole nei suoi confronti, sviluppando una coscienza critica. E lo sostengo semplicemente perché noi esseri umani siamo esseri-in-relazione (Aristotele docet) e sin dal momento in cui veniamo concepiti cominciamo a percepire, assimilare e rielaborare gli stimoli e le informazioni provenienti dal mondo esterno. In primis quelli relativi alle figure parentali, gli imprinting materno e paterno, e poi, allargando lo sguardo al di fuori del nucleo familiare di origine, quelli relativi ai nostri incontri con amici, insegnanti, colleghi, compagni/e, mariti/mogli, sino ad arrivare naturalmente al famigerato “sistema socio-culturale” all’interno del quale siamo nati e cresciuti.

| I due principi dell’informazione |

Gli studi novecenteschi legati alla teoria dell’informazione e alla cibernetica ci portano a sintetizzare due principi di base da tenere sempre ben in mente:

1) Non posso non comunicare (e se proprio non volessi comunicare nulla e mi sforzassi di non farlo, comunicherei per l’appunto di non volerlo fare, per cui comunicherei comunque qualcosa);

2) Non posso non condizionare (nel momento in cui mi rapporto ad un’altra persona, volente o nolente, invio necessariamente determinati input verbali, para-verbali e non-verbali che questa persona, più o meno consapevolmente, percepirà e rielaborerà soggettivamente trasmettendomi a sua volta determinati input che a mia volta riceverò e ai quali, più o meno consapevolmente, reagirò, per cui togliamoci subito dalla testa quelle idee pseudo-progressiste nonché “politically correct”, aventi a che fare con una certa fantasmagorica “educazione neutra”, con il suo correlato di “brava/o mamma/babbo moderna/o”, non esiste e mai esisterà, per fortuna).

| Come pesci in un acquario… |

Questi due princìpi fondamentali dovrebbero renderci più accorti anche nei confronti del cosiddetto Immaginario dominante all’interno del quale siamo tutti immersi come tanti pesciolini in un grande acquario. Non si tratta di uscirne, né si tratta di eliminarlo. Se ne ricreerebbe subito un altro.

Si tratta piuttosto di assumere la piena coscienza di essere all’interno di questo “acquario” e di comprendere al meglio il suo funzionamento. La consapevolezza, che troppo spesso diamo per scontato, semplificando e generalizzando in termini dualistici, qui è centrale.

Per raggiungerla sono necessari due presupposti:

1) la coscienza di essere parte integrante di un certo sistema, al di là dei puerili e manicheistici giudizi di valore, secondo i quali da una parte vi è il “male assoluto” cioè il cosiddetto “sistema” e dall’altra il “bene assoluto” cioè “noi e tutti coloro che la pensano come noi”;

2) la coscienza di poter attuare un meta-discorso che ci permetta di creare uno iato, uno spazio, uno stacco tra il “processo” e la “forma”, ossia tra l’essere interamente immersi nel flusso del divenire delle cose e la capacità riflessiva di attribuire un senso e un significato alle stesse cose, in modo tale da poterle eventualmente trasformare.

| I quattro princìpi dell’Induzione Ipnotica |

Qui si gioca la vera partita. E per giocarcela al meglio ci può essere di grande aiuto la conoscenza dei seguenti quattro grandi principi fenomenologici che sono alla base di qualsiasi Induzione Ipnotica (in termini benefici e terapeutici), così come di qualsiasi processo di Condizionamento Mentale (in termini riduzionistici e ottenebranti):

  • Focalizzazione (o della limitazione del campo visivo) – si porta il soggetto a concentrare tutta la sua attenzione su qualcosa che si induce appositamente. Può essere un punto, una mano o l’ultima notizia sull’“ ennesima ingerenza di Putin nei confronti delle elezioni europee”. Ciò, per contrasto, conduce il soggetto a distogliere la sua attenzione da quello che potrebbe essere molto più importante per la sua esistenza quotidiana, come ad esempio “Quali sono i programmi neo-liberistici che distruggeranno ulteriormente l’economia nazionale perpetrati dalla Ue?”. Una variante di questo principio è la Distrazione, utilizzata abilmente dai borseggiatori quando, per sottrarre qualcosa alla vittima designata, le vanno a sbattere “inavvertitamente” in un punto del corpo sul quale ella andrà inevitabilmente a focalizzarsi, approfittandone così per sottrarre l’oggetto avvistato.
  • Intensificazione (o della centralità dell’emotività) – per condizionare un soggetto non è sufficiente parlare alla cosiddetta parte cognitivo-razionale, associata all’emisfero sinistro, è necessario invece fare leva su determinate emozioni primarie, in primis la paura e la rabbia, per poi ottenere in tal modo un certo tipo di effetto. Ad esempio i dati statistici ufficiali ci indicano che i crimini in Italia, di qualsiasi natura, sono diminuiti negli ultimi dieci anni (parte cognitiva), ma se attraverso una mirata intensificazione mediatica presento all’opinione pubblica un’interminabile serie di delitti e violenze, ecco che i crimini nella percezione comune aumentano (parte emotiva), e così facendo vado a rafforzare una generalizzata sensazione di paura e insicurezza tra la gente, provocando di conseguenza una comprensibile richiesta di maggiore controllo e sicurezza, che io come “funzionario del sistema” sarò ben felice di soddisfare limitando sempre di più i diritti civili, sociali e le libertà individuali.
  • Dissociazione (o del pilota automatico) – se in termini propriamente ipnotici questo principio sta alla base di tutti i trattamenti terapeutici nei confronti di stress, stati d’ansia e attacchi di panico, oltre che alla base di tutti quei meccanismi acquisiti che ci permettono di risparmiare tempo ed energia (script e schemi mentali), in termini biecamente manipolatori esso rappresenta la via di accesso per condurre il soggetto letteralmente a “dissociarsi da se stesso” pensando, parlando e agendo come una specie di schizofrenico, che un momento prima pare presente e cosciente a se stesso e un momento dopo risulta simile ad un automa. A dire il vero io credo che tutti noi, “cosiddetti sani”, per citare un celebre testo di Erich Fromm, nel momento in cui ci siamo adattati a (sopra)vivere all’interno di questa società così violentemente alienante e spersonalizzante, si siamo dovuti dissociare per non impazzire. Il dramma è che ormai non ce ne rendiamo più nemmeno conto, come avviene alla “rana bollita” della famosa storiella. Questo principio, così come il prossimo che affronteremo, stanno anche alla base di programmi paramilitari di cosiddetto “lavaggio del cervello” e manipolazione della mente quali il “Progetto MK-Ultra” per trasformare un essere umano in un freddo e spietato assassino, privo di emozioni.
  • Implicazione (o dell’associazione mentale indotta) – anche per quel che riguarda questo ultimo punto, non stiamo parlando ovviamente né di fantascienza né di fantapolitica, ma semplicemente di come funziona la nostra mente, che per sua natura ogni giorno, in ogni istante, crea collegamenti tra pensieri, parole e cose. Personalmente sono piuttosto goloso di dolci per cui, se qualcuno pronunciasse la parola “cioccolato”, in me sorgerebbe spontanea una certa acquolina in bocca associata ad una sensazione di piacere. Sin qui poco male. Certo le cose cambierebbero se mi ingozzassi di tavolette di cioccolato dalla mattina alla sera; cambierebbero ancor più se, al posto del cioccolato, avessi associato a “piacere” sigarette o altre sostanze ancora più nocive per la mia salute; cambierebbero senz’altro se un certo stato mentale, emotivamente connotato, fosse associato appositamente ad un determinato fatto di pubblico dominio, o ad una certa categoria etnico-sociale. Per citare due esempi, il primo legato ad un fatto di dimensioni globali, il secondo legato ad un fenomeno sociale di stringente attualità: 11 Settembre – crollo delle Twin Towers, paura, sgomento, terrorismo islamico, lotta al terrorismo, senso generalizzato di angoscia e insicurezza; Immigrazione – criminalità, violenza, stupro, aumento delle malattie e della povertà, intolleranza, razzismo, chiusura dei porti e delle frontiere.

| La Verità al di là delle Ombre |

Ora, se non siamo completamente obnubilati dalle nostre Ombre Inconsce, potremmo cercare di mettere in discussione le suddette implicazioni indotte appositamente da un certo Immaginario Dominante, veicolato mediaticamente e fomentante la paura e l’odio, i migliori amici da sempre di qualsiasi forma di controllo sociale e di potere.

La Verità e la Libertà, se mai possano esistere in termini ideali, di sicuro sono al di là delle nostre Ombre e delle nostre Paure più ataviche e radicate. Cominciarne a prenderne coscienza è il primo grande passo per tentare di uscire dall’acquario nel quale siamo immersi, trovando magari nuovi mari e oceani nei quali fluire.

Loris Falconi nasce a Rimini nel 1981. Laureato in Filosofia - indirizzo psicologico - si specializza come Counselor Filosofico. A partire dal 2008 inizia a dare vita ad una serie di eventi culturali, in collaborazione con enti pubblici e privati, tra cui “Caffè Filosofici”, “Miti sotto le Stelle”,  “Escursioni Filosofiche”, “La Via del Mito”. Nel 2013 consegue il diploma di Ipnologo/Ipnotista, iniziando così ad esercitare la libera professione in vari studi associati. Nel 2017 fonda a Rimini l’Associazione Culturale “Dispaccio Filosofico” di cui è presidente. Dal 2018 è socio e docente di “Pragma. Società Professionisti Pratiche Filosofiche” di Milano. Tiene…

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