La nuova geografia del Potere mondiale e il ruolo dell’Italia

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La classe politica italiana di oggi, purtroppo, soffre di una grave carenza: si occupa poco o per nulla degli equilibri di Potere presenti nel nostro pianeta; non conosce, insomma, quella disciplina che va sotto il nome di geopolitica.

Perché è importante la geopolitica?

Perché il Potere, a livello mondiale, segue praticamente le stesse leggi dei fluidi: si sposta e agisce proprio come le correnti degli oceani e dei mari. E così abbiamo, anche nella “fisica del Potere”, correnti più piccole che si sommano per creare correnti più grandi, flussi che da caldi diventano freddi, vortici che ruotano su sé stessi e così via. Questo, però, significa anche un’altra cosa: proprio come nei fluidi, l’azione di un flusso influenza inevitabilmente altri flussi andando, così, a portare variazioni sia in macro che in micro aree del sistema. Questa la teoria spiegata nel modo più leggero e veloce possibile.

Ma cosa significa tutto questo nella pratica? Vediamolo.

 

| Le potenze in campo a livello mondiale |

Quali sono i “flussi di Potere” maggiori che al momento agiscono nel mondo?

In estrema sintesi possono essere identificati con i seguenti punti:

  • Stati Uniti d’America
  • Germania
  • Russia
  • Cina
  • Islam politicizzato.

Chiaramente non sono questi popoli, nella loro totalità, a voler estendere il loro “flusso di Potere” sul resto del mondo. Coloro che hanno sete di Potere, infatti, sono alcuni gruppi di individui che, trovandosi ai posti di comando, manovrano l’istituzione di cui si trovano a capo al fine di saziare questa “sete”.

Sempre a grandi linee, i gruppi di Potere che si trovano al comando delle istituzioni sopra elencate sono le seguenti:

  • Stati Uniti d’America → Uomini d’affari dell’alta finanza legati soprattutto alle grandi banche internazionali
  • Germania → Individui appartenenti alle varie istituzioni interne, pubbliche e private, con il sogno di far diventare la nazione tedesca un gigante prendendo il comando dell’Europa
  • Russia → Fedelissimi dell’attuale presidente Putin; il loro obiettivo è far tornare grande la nazione russa
  • Cina → Classe dirigente del Partito Comunista Cinese; obiettivo: far diventare la Cina la prima potenza mondiale
  • Islam → Ricchi miliardari di credo religioso islamico ultra radicale che sognano di islamizzare prima l’Occidente e poi il mondo

È ovvio che esistono anche altre forze in campo che cercano di affermarsi (un esempio significativo è l’attuale Francia a guida dell’establishment che sostiene il presidente Macron, o anche alcuni gruppi cattolici all’interno e all’esterno del Vaticano), ma possiamo dire che quelli elencati nei punti sono i “flussi di Potere” momentaneamente più significativi.

Riportando l’analisi a un livello più umano – e cioè mostrando come dietro le grandi operazioni geopolitiche non ci sono che essere umani con ambizioni e manie di grandezza molto simili a quelle di molti di noi – al lettore dovrebbero apparire già chiare due cose:

  1. Spesso, quando si sente parlare di manovre “sottobanco” da parte di “potenti” per ottenere maggiore Potere, non bisogna sempre pensare a strane teorie “complottiste” giacché, quando lo si fa in modo serio, si parla di fatti veri e molto umani, poiché dietro queste operazioni agiscono cuori ambiziosi non molto dissimili a quelli di persone a noi familiari, solo che con molto più potere.
  2. Nessun gruppo di Potere si sognerebbe mai di ridimensionare il proprio Potere in modo da favorire “altri”; è semplicemente qualcosa che non appartiene a questo mondo e, quindi, alla natura umana.

 

| La situazione reale attuale: un esempio pratico |

Come sempre, niente meglio della descrizione di una situazione reale può far capire quanto descritto in modo teorico.

Per fare ciò, utilizzerò l’esempio a cui il lettore è, inevitabilmente, emotivamente più legato, e cioè la situazione economica, sociale e lavorativa attuale dell’Italia.

 

| L’Italia e l’isolamento dal Mediterraneo |

In pochi sanno che la situazione non felice dell’economia italiana è direttamente collegata a quanto accade nel Mediterraneo, area geografica di cui l’Italia dovrebbe essere il principale gestore e fruitore e da cui invece, paradossalmente, è stata quasi del tutto isolata.

Scrive infatti la rivista Limes in un recente articolo intitolato Il ristagno dell’Italia portuale:

«Il nostro paese non riesce a profittare del “regalo geografico” che lo colloca al centro dei traffici euro-afro-asiatici. Il raddoppio di Suez non si riflette sulle banchine nostrane. La svolta può venire dalle Zone economiche speciali, insabbiate dai burocrati».

Da anni i veri esperti di strategia sanno bene che l’unico modo affinché l’Italia possa rinascere è quello di rimpadronirsi del Mediterraneo perché quello è il “terreno” naturale della nazione italiana. Se ciò dovesse avvenire, infatti, troverebbe un rapido e significativo sviluppo economico il Sud dell’Italia perché questo si ritroverebbe, di colpo, al centro del traffico di merci grazie alla costruzione di porti, aeroporti, autostrade, e servizi di ogni sorta per gestire le merci sia all’interno del Mediterraneo che verso il Nord Italia e il Nord Europa. Ma anche il Nord Italia avrebbe un ulteriore significativo vantaggio da questa situazione, dato che le sue aziende troverebbero mercato non più solo verso il Nord Europa e gli altri continenti ma anche, e in modo massiccio e significativo, verso il Sud Italia e il bacino del Mediterraneo.

Ma allora, perché questo non avviene? Essenzialmente per due ragioni:

  1. La significativa incompetenza del ceto politico italiano.
  2. La forte ingerenza di potenze straniere nel Mediterraneo.

Il primo punto, purtroppo, non ha bisogno di commenti. Il secondo invece sì, anche se sarebbe impossibile, qui, il solo tentativo di delineare la reale situazione. Di conseguenza mi limiterò a descrivere solo quanto segue.

Durante la Guerra Fredda, essendo l’Italia sotto l’ombrello degli USA, gli americani non consentivano agli italiani di sviluppare significativi rapporti commerciali con le nazioni dei Balcani, dato che queste erano nazioni comuniste e legate, in un modo o nell’altro, al blocco sovietico. Ma non gli consentivano rapporti nemmeno verso sud, dato che lì si trovava un altro nemico storico degli USA, cioè la Libia di Gheddafi. Inoltre, dopo la Guerra Fredda e la caduta di Gheddafi altre nazioni si preoccuparono di conquistare l’influenza su queste nazioni. Ma continuiamo. Algeria, Tunisia e Marocco sono storicamente sotto l’influenza francese e la sola Grecia è del tutto insufficiente per creare un significativo scambio di beni e servizi. Come si vede, in questa situazione il Sud d’Italia rimane del tutto isolato e, di conseguenza, l’intero stato italiano soffre costantemente – economicamente e non solo – per la mancanza di molti dei suoi importanti sbocchi naturali.

 

| Conclusione |

Quanto descritto ha un unico intento: far capire al lettore che le nostre difficoltà locali e quotidiane sono dovute a fattori di gran lunga superiori agli eventi politici nazionali e locali a cui siamo abituati.

Qualcosa per un popolo potrà veramente cambiare solo dal momento in cui la sua classe dirigente politica, di ogni colore, inizierà a guardare la Luna anziché il dito che la indica.

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