L’ipocrisia degli ambientalisti: sì all’umanità OGM e al post umanesimo?

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| Greta Thunberg: via alle fazioni |

Greta Thunberg ha diviso l’opinione pubblica e i media in pro e contro, arrivando a registrare persino insulti, sfottò e violenza da ambo le parti, tipiche del tifo calcistico. Siamo ricascati nel metodo del Divide et Impera.

È come se la modalità di comunicazione che si è affermata sui social si fosse proiettata anche nella via quotidiana: ci esprimiamo senza filtri, di pancia, vomitando rancore e giudizi preconfezionati e tendiamo a identificarci nelle consuete due fazioni, come nel calcio, ignorando le sfumature e le complessità che ogni tematica porta con sé.

Io stessa ho pubblicato su questo blog un pezzo sui retroscena dietro la giovane attivista svedese, non per negare la legittimità della lotta per il clima e la salvaguardia dell’ambiente, ma per mostrare l’ingenuità di cui siamo facilmente vittime quando in modo acritico e superficiale trasformiamo in icona una sedicenne.

Andiamoci piano, perché, come mostravo nel mio articolo, la propaganda usa da sempre il metodo dell’empatia sfruttando i bambini per scopi meno nobili di quelli propugnati.

 

| Cambiamento climatico vs democrazia |

Il fatto che la sinistra progressista, in calo di voti e consensi, abbia sposato in tutta fretta questa battaglia mostra semplicemente la strumentalizzazione a scopi politici di una tematica che non dovrebbe avere bandiera e che dall’altra porta con sé, come un cavallo di Troia, anche una visione neomalthusiana volta al controllo della popolazione.

James Lovelock

James Lovelock, padre della Teoria di Gaia

Un esempio su tutte è il progetto della fondazione britannica Optimum Population Trust (OPT), di cui è membro anche il padre della Teoria di Gaia, l’ex collaboratore NASA James Lovelock, che promuove la riduzione della popolazione .

Lo stesso Lovelock ha dichiarato che uno degli ostacoli principali per un’azione significativa nella lotta contro il global warming è la “democrazia moderna”, lasciando intendere che potrebbe essere necessario sospenderla per risolvere il problema:

 

«Anche le migliori democrazie concordano sul fatto che, quando per esempio è imminente un grande conflitto, la democrazia deve essere momentaneamente messa da parte o limitata. Ho la sensazione che il cambiamento climatico possa essere un problema grave come una guerra. Potrebbe essere necessario mettere in attesa la democrazia per un po’» (Qui l’intervista).

Quello a cui allude Lovelock è la costituzione di un governo autoritario globale che possa risolvere il problema del riscaldamento globale… dato che a suo dire l’umanità è troppo “stupida” per occuparsene.

 

| No alla terra OGM… ma l’umanità OGM? |

Dopo questa parentesi, vorrei riallacciarmi a quanto scritto da Marcello Veneziani su «La Verità» per mostrare l’apparente bipensiero orwelliano di cui è vittima la sinistra progressista che ha sposato la battaglia di Greta.

Salvare la Terra e rivendicare un futuro per i nostri figli è un nobilissimo proposito, ma dovremmo pensare a salvare anche ciò che resta dell’Uomo come umanità, salvaguardando «le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra civiltà».

Scrive Veneziani:

«E poi, quando chiediamo di salvare la natura, cerchiamo di capirci: ritenete raccapricciante una carota ogm, geneticamente modificata, ma ritenete sacrosanto il diritto all’umanità ogm, geneticamente modificata e transgenica. Non è una contraddizione, difendere la natura relativamente agli ortaggi e stravolgere la natura relativamente agli umani? Pensate che sia fruttuoso e coerente auspicare fecondazioni artificiali per gli umani ma denunciare sdegnati le sofisticazioni alimentari di carni, frutta e verdura?».

Quest’ultimo passaggio mi sta molto a cuore perché, come mostro in Utero in affitto (Uno Editori) e in Cyberuomo (Arianna Editrice), sempre più persone si fanno paladine di tutto ciò che è biologico e naturale e dall’altra sposano tutto ciò che è “progresso”, tecnologico, artificiale e persino virtuale, in una forma di contraddizione irrisolvibile.

Bisogna difendere per costoro la “natura” ma al contempo si può stravolgerla rendendo fluida l’umanità e arrivando ad abbracciare derive post-umane.

La società liquida ha reso liquidi anche il corpo e l’identità sessuale facendo dell’essere umano qualcosa di fluido e modificabile a suo piacimento, come un blocco di creta: la libertà morfologica offre l’illusione di poter assumere in futuro qualunque forma consentirà la tecnologia.

| Cyberuomo: l’alba del trasumanesimo |

In questa visione, l’umano viene interpretato come un prodotto storico mutevole e liquido, plastico. Viene pertanto posta in discussione la sua identità: l’essere umano è di fatto un costrutto storico che può essere modificato, arrivando a legittimare progetti ipercapitalistici volti alla reificazione dell’uomo e alla creazione di una umanità in provetta.

L’entusiasmo e l’esaltazione acritica nel progresso e nella tecnologia stanno oscurando il lato nascosto di numerose ricerche nel campo del post-umano, dall’automazione all’ibridazione uomo-macchina che dovrebbero far storcere il naso agli stessi paladini dell’ambiente e che invece vengono perlopiù ignorate in quanto sentite come obiettivi ancora “lontani” o all’opposto abbracciate perché si pensa che aiuteranno a migliorare l’ambiente.

Vorrei che nel bene e nel male, fossimo realmente consapevoli della direzione che stiamo intraprendendo e che al contrario non si marci uniti verso un obiettivo che non è ancora chiaro o che nasconde retroscena inquietanti che rischiano di traghettarci verso una tecno-utopia.

Vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. È caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di successo tra cui ricordiamo: Fake News, Governo Globale, La Fabbrica della Manipolazione, Unisex, False Flag. Sotto falsa bandiera, Il lato B. di Matteo Renzi; NWO. New World Order; Utero in affitto.

Commenti 1

  1. Il “riscaldamento globale”, incrinato dalle molteplici ed autorevoli voci di dissenso accuratamente glissate dai media, è stato mutato in “cambiamento climatico”, definizione che meglio può essere manipolata ed adattata ad ogni evento meteorologico. Il metodo scientifico è stato accantonato ed ormai questa questione è divenuta una sorta di moderno dogma i cui oppositori non vengono bruciati sulle pubbliche piazze solo per non incrementare ulteriormente la vituperata CO2.

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