Musica: siamo sicuri che Battiato sia un antimodernista?

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Mentre da troppo tempo di Battiato si parla per vicende poco liete, in bilico tra “non detti”, gossip di infimo ordine e altri poco edificanti comportamenti, è bello invece tornare a dibattere sugli aspetti centrali del suo percorso, ossia la sua musica e la sua poetica.

Della sua parabola musicale si è eccellentemente occupato Fabio Zuffanti nel suo recente La Voce del Padrone, mentre ad aprire una breccia nell’area della riflessione contenutistica riguardo al musicista siciliano ci pensa il saggista ed editore David Nieri con Camminando con le aquile (Edizioni Clichy, 2019) che cerca di divincolarsi dalla messe di contributi sul “Battiato spirituale”, andando a toccare un’altra tematica tangente a essa, ma per questo non sovrapponibile, ossia il rapporto con la tradizione e con la modernità.

Excursus possibile? Certamente siì soprattutto quando siamo in presenza di personaggi – Battiato ne è caso lampante – che sono “pluriversi” nella loro fame di stimoli anche contraddittori tra loro.

Pensiamo ad esempio a “L’Era del Cinghiale Bianco” in cui si allude alla società celtica, auspicando un mondo in cui potere temporale o spirituale siano compenetrati, oppure ad un album come “Orizzonti perduti” interamente basato su una tangibile sfiducia sulle “magnifiche sorti e progressive” e sulla tecnologia, con toni profetici che fanno pensare più a Spengler o a Nietzsche più che Sri Aurobindo o a qualche maestro sapienziale. Famigerate furono alcune dichiarazioni del nostro, durante un dialogo con Corrado Augias, in cui eleggeva a proprio modello politico di riferimento l’Egitto dei faraoni!

Gusto per la provocazione oppure radicale sfiducia antimodernista?

Poniamo questo interrogativo perché la ricerca alata di Nieri, totalmente plausibile e legittima lo ripetiamo, si scontra contro molte delle posizione espresse a chiare lettere da Battiato a partire almeno del terzo millennio, in cui l’artista sembra avere aderito ad una cultura progressista piuttosto tipica, tentando addirittura una (infelice) parentesi politica assieme a Crocetta alla regione Sicilia.

Restano certo alcuni punti fermi come il rifiuto dell’american way of life, ma il disgusto verso certe volgari manifestazioni di potere (Berlusconi e la sua corte) sembrano aver portato Battiato ad aderire a quel clero intellettuale cui prima pareva essere visto come più distante. Anche questo, d’altronde, giustificherebbe il suo essere “pluriverso”.

La lettura del libricino di Nieri offre elementi per una più completa visione del mondo di riferimenti del musicista, facendoci forse apprezzare ancor più la sua musica.

(Firenze, 30 aprile 1980) è un saggista, critico musicale e compositore italiano. È cofondatore del collettivo musicale sperimentale Nihil Project e tra il 1998 e il 2006, con questa e latre formazioni pubblica cinque album. Sotto la denominazione di Solchi Sperimentali, oltre ai tre volumi omonimi, Cresti lancia, a fine 2016, un progetto parallelo di documentazione audiovisiva dello stato dell’arte dell’underground musicale contemporaneo in Italia. È autore delle seguenti opere: U.K. on Acid; L'Immaginazione al podere; Fish and Chips; Fairest Isle; Lucifer over London; Come to the Sabbat; Solchi sperimentali; Solchi sperimentali Italia; Ho trovato l'Inghilterra!; Solchi sperimentali Kraut. È…

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