Nord Corea: confermata ennesima fake news. Kim Yong-chol non è stato mandato in campo di prigionia

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| L’ennesima fake news sulla Corea del Nord |

E’ ufficiale: le agenzie di stampa hanno confermato che Kim Yong-chol, ex braccio destro del leader nordcoreano Kim Jong-un, non è detenuto in un campo di lavoro e prigionia, come dichiarato invece dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo.

Secondo il quotidiano di Seul, l’ex capo dei servizi militari era finito in un’ampia epurazione e inviato in un campo di lavoro a causa del fallimento del secondo summit con gli Usa del 27-28 febbraio, ad Hanoi.

Kim, invece, è stato segnalato come presente a uno spettacolo amatoriale tenuto domenica dalle mogli di militari, seduto a sei poltrone di distanza alla destra del supremo leader, accompagnato per l’occasione dalla first lady, Ri Sol-ju.

Ne parlavo in questo articolo, invitando alla cautela, in quanto Chosun Ilbo aveva battuto la notizia facendo riferimento a una fonte “anonima”, ricordando tra l’altro l’elenco di clamorose fake news diffuse dalla stampa occidentale negli ultimi anni.

Eppure i media mainstream hanno rilanciato la notizia come se fosse stata verificata, di fatto diffondendo l’ennesima fake news sulla Corea del Nord.

 

| Emergenza fake news… dei media mainstream? |

Oggi si parla tanto di emergenza fake news e le istituzioni fanno a gara per proporre sanzioni, limitazioni del web e disegni di legge per censurare l’infomazione alternativa e il web.

Ma a quali bufale facciamo riferimento? Le notizie inventate, fantasiose di alcuni siti e blog o quelle dei media mainstream?

Perché se da un lato il web è pieno di notizie assurde, dall’altra anche TV, radio e quotidiani prendono sonore cantonate facendo da cassa di risonanza della linea governativa, in questo plasmando e manipolando l’opinione pubblica attraverso la paura ed emozioni che vadano a colpire l’immaginario e la “pancia” delle persone.

La sensazione è che la verità dei fatti sia sempre più labile, persino virtuale e illusoria e che quindi i cittadini sempre più confusi e spaesati debbano affidarsi a un organo governativo auto-dichiaratosi affidabile per essere informati nella maniera corretta, diffidando di qualunque informazione “alternativa” venga ad esempio dal web. Si vuole insomma creare un organo di informazione ufficiale, col bollino, censurando di fatto l’informazione alternativa.

L’esempio di oggi sulla Corea del Nord conferma come l’informazione mainstream troppo spesso si identifichi e si confonda con la propaganda: si sta perdendo l’obiettività dell’informazione per prediligere la manipolazione dell’opinione pubblica.

I media mainstream hanno negli anni divulgato, e continuano a farlo, innumerevoli fake news (dal massacro di Timisoara alle famigerate armi di distruzione di massa iraquene poi rivelatesi inesistenti) ricorrendo a sofisticate forme di manipolazione che potremmo paragonare alla propaganda bellica .

 

| La post-verità |

Come se non bastasse, il confine tra vero e falso è divenuto sempre più labile, tanto che ormai si utilizza il termine “post-verità” (dall’inglese post-truth), scelto nel 2016 come “parola dell’anno” dall’Oxford Dictionary. La verità stessa è dunque posta in secondo piano rispetto al dibattito.

L’intento è cioè quello di screditare la verità, spiega Alain de Benoist, presentandola come un “grande racconto” al quale non si può più credere. Tutto diventa “relativo”, virtuale se non fosse che a vigilare sulla “verità” ci sono i governi e i media mainstream. I ricercatori che si pongono al di fuori di questa sfera vengono bollati come inaffidabili e menzogneri, soprattutto se il loro scopo è mostrare un altro “lato” della storia o denunciare ciò che i governi vogliono invece insabbiare.

Dovremmo scrollarci di dosso gli artigli della manipolazione sociale che ci sta gradualmente stritolando e tornare a chiederci: a chi dovremmo davvero credere?

A chi ha interesse a plasmare la nostra coscienza per ottenere consenso o forse dovremmo divenire più critici non solo verso il web ma anche verso chi ci si pone come cassa di risonanza del potere?

Anche la libertà, come la verità, richiede un impegno costante.

Lascio a chi legge la risposta.

 

 

 

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