Notre Dame de Paris: la notte infuocata di Nostra Signora

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“La Filosofia ermetica, la vecchia Spagiria, danno il benvenuto nella chiesa gotica, tempio alchemico per eccellenza. Perché la cattedrale tutt’intera non è altro che una glorificazione muta, ma espressa con immagini, dell’antica scienza di Ermes”.

(Fulcanelli, “Il Mistero delle Cattedrali”)

 

L’incendio a Notre-Dame di Parigi, che ha bruciato parte della cattedrale.

Ci sono fatti che sono destinati a restare nella memoria collettiva, non soltanto di un popolo, ma di un’intera civiltà.

Così è avvenuto per l’11 Settembre, così sarà per il 15 Aprile.

Fuoco e fiamme si propagano a partire dall’impalcatura preposta ai lavori di restauro all’interno della celeberrima cattedrale gotica di Notre Dame a Parigi, Patrimonio dell’Umanità – il secondo luogo di culto cattolico più visitato al mondo dopo la Basilica di San Pietro a Roma – facendo crollare tra un denso fumo bianco guglia e tetto sottostante, danneggiandone l’interno e parte di una delle due torri campanarie frontali.

 

| La versione ufficiale sulle cause dell’incendio |

Sgomento, incredulità, impotenza. Come può essere accaduto? Quali possono essere le cause?

La versione ufficiale mainstream parla di fattori incidentali non meglio definiti. Si escludono al momento sia atti dolosi, sia eventuali piste terroristiche.

Si incominciano a calcolare i danni dal punto di vista del patrimonio artistico-culturale e si scopre con sollievo che la celebre reliquia della corona di spine di Cristo si è salvata, così come la maggioranza delle opere artistiche presenti all’interno della cattedrale. Si ripercorre la storia di questo luogo eminentemente sacro, iniziato nel 1163 per volere del teologo Maurice de Sully, terminato nel 1344 e giunto sino ai nostri giorni dopo tutta una serie di rifacimenti, ricostruzioni, restauri e saccheggi, collocato al centro di Parigi, nella zona più antica, come sacro cuore pulsante.

Storia, cultura, memoria, identità. Certo, tutto ciò è importante da ripercorrere e ricordare.

Per sua natura qualsiasi memento mori favorisce la riflessione e la memoria. Ma Notre Dame de Paris non è solo una cattedrale gotica in cui Arte, Storia Religione e Cultura si fondono in maniera sublime ed estatica, accendendo di meraviglia lo sguardo di coloro che la osservano. Essa è prima di tutto un Simbolo potente ed eterno che continua a parlare al nostro Immaginario Collettivo, seppur a un livello sottile e inconscio.

Scrive Elemire Zolla a questo proposito in Verità segrete esposte in evidenza:

La vita delle comunità è retta dall’immaginazione. Basta gettare l’occhio su una prospera città. Meravigliano le file di alti, solenni edifici di sovrapposti e ben commessi blocchi di granito, di marmi estratti dalle lontane cave. […] Eppure l’intero, maestoso spiegamento di ordine e stabilità è compaginato da un delicatissimo velo di sogni. Una trama di archetipi lo eresse e incessantemente lo regge. […] Statue d’eroi, figure di leoni o di aquile, di grifoni o di chimere; sulle muraglie sono incisi in targhe di bronzo gli incantesimi pronunciati in quei sogni.

 

L’autore sembra parli proprio di Parigi quando arriva a citare persino la chimera o “gorgolla”, curiosa scultura dalle sembianze mostruose presente in cima a Notre Dame, opera neo-gotica dell’architetto Eugene Viollet-le-Duc.

Zolla continua con toni enfatici parlando dei sapienti:

 

Tengono d’occhio il sogno che nutre e governa l’immaginazione dei cittadini e che alla città da coesione. Stanno all’erta, vivono in perenne vigilia, ben sapendo che basterebbe un sortilegio opposto e le fantasie si scatenerebbero, tutto crollerebbe. […] Quando mutano i sogni, sa che la città è prossima al crollo, già vede i palazzi di granito e di marmo sul punto di fendersi e spargersi in cumuli di detriti, i lastroni delle strade in procinto di spaccarsi e spalancarsi su voragini, scorge lo spirito del fuoco acquattato, invisibile, che sta per lingueggiare attorno alle superbe facciate della potenza e della pace.

 

L’Immaginario Dominante può dunque mutare: crolla invisibilmente ciò che ha fornito senso e coesione ad una certa comunità, così come a un’intera civiltà; crollano visibilmente, materialmente, i suoi più importanti simboli architettonici, così come è avvenuto con Notre Dame de Paris, simbolo par excellence della tradizione cristiano-cattolica e dell’intera vecchia Europa.

 

| Le profezie |

A quanto pare esistono vari passi profetici o pseudo-tali riferibili in maniera più o meno velata al crollo della cattedrale di Nostra Signora.

Il più famoso, attribuibile a Nostradamus, recita:

Che cosa ci si può attendere dalla congiunzione di Ariete, Giove e Saturno, Dio eterno? Dopo un lungo secolo, il male ricompare. A quali emozioni saranno sottoposte Francia e Italia?

 

Al di là di questa suggestione, risulta ancor più significativo e direi anche più inquietante il seguente passo dello scrittore Victor Hugo, contenuto proprio nella sua celebre opera Notre Dame de Paris del 1831:

Il clamore era straziante. […] Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c’era una grande fiamma che montava tra i due campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo.

 

Curioso notare come lo stesso romanziere francese che scrisse Notre Dame de Paris per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una maggiore valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e artistico presente, fosse ben consapevole del potere dei simboli e dell’immaginazione nel dare forma concreta alla realtà trasformandola. Fu proprio lui a utilizzare per la prima volta il termine “egregoro, contenuto nella sua Leggenda dei Secoli (1859), trasposizione francese della parola greca “egregoros” o “eggregora”, letteralmente “guardiano”, ma anche “gregario”, che in ambito occultista si riferisce a una “Forma-Pensiero”, un’entità psichica e incorporea, emanata da una o più persone, capace di influenzare, condizionare, manipolare i pensieri e le attitudini sia propri che di un certo numero di altri individui.

 

| Oltre la lettura dei fatti |

Al di là di queste suggestioni, non c’è alcun dubbio che in un mondo tecno-spettacolare globalizzato come il nostro, un fatto come l’incendio di Notre Dame non può non avere una risonanza mediatica mondiale e un impatto immaginativo che va ad agire non soltanto sulle coscienze delle persone, ma anche e soprattutto sul suo inconscio collettivo.

Procedendo lungo questa lettura simbolica, veniamo al nome e scopriamo che qui le cose si fanno davvero interessanti. Iniziamo dall’origine etimologica della stessa città di Parigi, l’antica romana Lutezia, la cui radice etimologica ci riporta a una “palude bonificata”: a quanto pare la scelta di chiamare nel 360 la città Paris derivò dal fatto che originariamente, prima della conquista romana, vi erano insediati i Galli Parisii, ma ciò non toglie la possibilità di una lettura ben più suggestiva ed esoterica che riconduce l’etimologia di Parigi alla preposizione Par-Para e al nome Isis, ossia il nome dell’antica e potente Divinità Egiziana Iside, per cui potremmo tradurre Parigi come “vicina a Iside” o meglio ancora “cara a Iside”.

Vi è d’altronde una leggenda che narra di come la Dea Iside dall’Egitto seguendo la rotta del mediterraneo e risalendo la Senna giungesse proprio nella sua amata città nel cuore della Francia. A rafforzare questa tesi scrive nel 1775 l’esoterista Court de Gebelin:

Tutti sanno che inizialmente Parigi era chiusa nell’isola [Ile de la Cité]. Fin dalle origini, dunque, fu una città di naviganti poiché era situata su un fiume di grande scorrimento. Prese come simbolo una barca, e come divinità protettrice Iside, dea della navigazione; la barca era dunque effettivamente quella di Iside, simbolo della dea.

 

| La dea Iside |

Iside, Cibele per i Frigi, Demetra per i Greci, simbolo di maternità e fertilità, Madre-Terra, Archetipo della Natura cosmica e universale, dalla quale tutto viene alla luce e tutto ritorna nell’oscurità, nella sua eterna ciclicità. Variante della grande Dea Mediterranea, precedente l’avvento violento dei culti uranici patriarcali. Iside, custode dei segreti più arcani dell’esistenza, colei che ricompone le parti smembrate dello sposo Osiride, colei che cura, colei che ridà la vita. Atena, Persefone e Afrodite coesistono in lei.

Maria Vergine e Maria Maddalena si ricompongono nella loro unità originaria. Iside-Sophia, Madonna Nera, notte che precede l’alba e dal quale sorge il Sole-Horus-Apollo-Cristo. Archetipo del Femminile per eccellenza. Se Parigi è la sua città, Notre Dame è la sua casa, o meglio, il suo vascello: il Vascello di Nostra Signora, Iside, custode di ciò che si occulta manifestandosi, così come è la natura della stessa natura delle cose (e così come sosteneva l’antico filosofo Eraclito con la celeberrima sentenza “La Natura ama nascondersi”). Essa si s-vela e ci s-vela i suoi doni ri-velandosi.

Che cosa ci rivelano questi fatti? Vi è un altro elemento fondamentale da sottolineare in questa disamina simbolica, prima di giungere ad eventuali conclusioni: all’interno di Notre Dame vi è una lastra di marmo, il cosiddetto “punto zero”, dal quale si misura la distanza di qualsiasi luogo della Francia. Precedentemente, nel Medioevo, nello stesso punto era posta la “Bilancia della Giustizia”.

La cattedrale di Notre Dame è realmente il centro della Francia, il suo cuore pulsante e vitale, l’Omphalos, l’ombelico del mondo, l’utero oscuro dal quale tutto emerge, l’Axis Mundi che con la sua pianta a croce latina si espande simbolicamente sia in senso orizzontale e mondano, sia in senso verticale e trascendente, il punto dal quale emettere il Giudizio Divino (e non a caso uno dei portali più importanti e dettagliati presenti nella cattedrale, oltre a quello della Vergine, è proprio quello dedicato al “Giudizio Universale”).

 

| Il Fuoco distrugge, il Fuoco purifica |

Brucia Parigi. Brucia Notre Dame. Brucia il centro-cuore della fonte primigenia femminile. Brucia il sacro vascello tra acque agitate e tempestose quali sono questi tempi di chaos e confusione.

Lingue di Fuoco dall’arcano maggiore della Torre che esplode, Luce che richiama all’inevitabilità dell’arcano maggiore del Giudizio, viatico per la piena realizzazione. Il Fuoco può distruggere, così come può purificare. Il Fuoco è Spirito che annienta ciò che non può più permanere nella sua immutabilità.

Distruggere per Ri-Creare. Fine e Nuovo Inizio. Pare che i tempi siano maturi per condurre i cosiddetti “nodi al pettine” e per riportare alla luce tutto ciò che per troppo tempo si è voluto celare. Cadono le maschere, cadono le finzioni, cadono le impalcature. Certo, come insegna Iside, ad ogni s-velamento corrisponde una nuova ri-velazione.

Che la nostra coscienza di esseri umani possa cogliere questo incendio come potente segno ri-velatorio di questi tempi così cupi e propizi allo stesso tempo.

 

 

 

Loris Falconi nasce a Rimini nel 1981. Laureato in Filosofia - indirizzo psicologico - si specializza come Counselor Filosofico. A partire dal 2008 inizia a dare vita ad una serie di eventi culturali, in collaborazione con enti pubblici e privati, tra cui “Caffè Filosofici”, “Miti sotto le Stelle”,  “Escursioni Filosofiche”, “La Via del Mito”. Nel 2013 consegue il diploma di Ipnologo/Ipnotista, iniziando così ad esercitare la libera professione in vari studi associati. Nel 2017 fonda a Rimini l’Associazione Culturale “Dispaccio Filosofico” di cui è presidente. Dal 2018 è socio e docente di “Pragma. Società Professionisti Pratiche Filosofiche” di Milano. Tiene…

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