Obbligo vaccinale: complottismo o biopolitica?

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L’altro giorno a scuola un paio di allieve mi hanno dato, credo scherzando, del “complottista”. Per la mia capacità di smascherare dinamiche oscure, dicono…

Ora, siccome questa cosa mi infastidisce, devo chiarire alcuni aspetti a essa relativi.

 

 

| Complottista vs ufficialista |

Complottista è chi si inventa una spiegazione assurda e fino ad allora nascosta per un fatto che invece si spiegherebbe facilmente in modo lineare.

Praticamente il complottista è chi non pratica il rasoio di Ockham. Complottisti ce ne sono, e molti.

A questa definizione ho contrapposto il termine “ufficialista ovvero chi si beve le ricostruzioni più assurde perché provenienti da supposte autorità.
Vorrei evidenziare invece come funziona nella mia mente il processo che porta, secondo alcuni, ad una posizione “complottista”.

 

 

 

 

| Le bufale mainstream sui vaccini |

Prendiamo il caso vaccini.

Io rilevo un fatto: nel 2015 il Ministro della Salute propaga in TV per 2 volte a distanza di mesi, bufale incredibili sul numero di morti per morbillo. Tutto registrato, in prima serata, accertato, lampante. II ministro non mi risulta chieda scusa o rettifichi.

Qualche giorno fa il nuovo ministro, che prima era su posizioni scettiche sull’obbligo vaccinale, in una intervista spara bufale ancora più grosse. Dice che ci sono eventi avversi per i vaccini una o due volte su 60 anni.

 

Però c’è una interrogazione parlamentare del 2015 a cui risponde il ministro precedente, mettendo nero su bianco che ci sono 25.000 danneggiati da vaccino e trasfusioni di cui 630 gravi da vaccino con vitalizi. Più 8000 cause arretrate. Ed è la punta dell’iceberg, si sa.

 

Ecco come ragiono io: perché?

Analizzo le spiegazioni possibili cercando di individuare la più probabile, secondo la metodologia diairetica.

Per comodità metterò come prima opzione quella che mantengo nell’albero vivo che si crea e tra parentesi le motivazioni dell’eliminazione dell’altra.

  • Erano consce di quello che dicevano o sono parole uscite a caso? (Non aderiscono né al dadaismo né al futurismo né allo stream of consciousness, hanno fatto un regolare percorso di studi, sono di lingua italiana)
  • Volevano mentire o è stato un errore? (Probabilità di 3 errori di un ministro in TV con collaboratori che scrivono i discorsi quante ce ne sono? Senza tener conto delle mancate rettifiche…)
  • Hanno mentito per proprio tornaconto o per masochismo? (Non emergono psicosi pregresse, anche se a guardarle ora qualche dubbio ce l’avrei)
  • Il loro stipendio da parlamentari non cambia o cambia con la bugia? (Di questo andazzo legheranno gli stipendi alle boiate che fanno, ma per ora non mi pare sia così).

Qui si ferma la diairesis e comincia il sillogismo:
Il guadagno quindi è fuori busta oppure dev’essere di natura non economica (ad esempio scongiurare minacce?). Quindi qualcuno paga o minaccia per far dire al ministro il contrario di ciò che avrebbe detto? (se no perché agire?). Quindi chi è che potrebbe trarre vantaggio da questa bugia? La farmaceutica e tutto il suo indotto.

Conclusione: logicamente, in linea teorica, abbiamo provato che la farmaceutica cambia la verità e ci inganna per proprio tornaconto, minimizzando i danni ai quali ci esponiamo.
Dopo questo ragionamento passo all’analisi empirica: le case farmaceutiche hanno mai corrotto politici? Fanno lobbismo? Hanno mostrato comportamenti egoistici, immorali, illegali?

La risposta è si. La mia ricostruzione è finita, credo di essere arrivato alla spiegazione più probabile.
Solo sul tema vaccini di alberi e catene sillogistiche ne ho costruiti almeno una quindicina che si intersecano e confermano la mia spiegazione. Chi pensa altrimenti è un complottista, poiché crede alla spiegazione più fantasiosa, meno probabile, contraddittoria.

Ma guardandolo solo dal punto di vista economico l’obbligo non si regge, visto che rimanendo il silenzio, ovvero facendo caldeggiare dalla politica il piano vaccinale senza imporlo, le lobby avrebbero avuto più o meno gli stessi guadagni ma con meno polemiche.

 

 

| Il motivo dell’obbligo vaccinale è biopolitico |

Allora? Allora occorre che spieghi perché a mio parere in questo momento quello dell’obbligo vaccinale è “il” tema politico. Più che politico sarebbe meglio dire biopolitico, nel significato dato a questo termine da Michel Focault, ovvero che riguarda la nuova frontiera della politica, intesa come rapporto tra cittadino e potere, tra soggetto e Stato. Tale frontiera non concepisce più il controllo dei sudditi attraverso la coercizione, legittima o meno che sia, o l’uso di norme, proibizioni, condizionamenti culturali, morali e mediatici in genere, quindi tutta roba contingente e da riaggiornare con fatica, ma con la soluzione dei possibili problemi di instabilità (e la messa in discussione dello stesso potere) direttamente alla fonte.

La fonte dei problemi è la volontà irriducibile del soggetto nel perseguire la propria felicità operando una scelta tra una serie di opzioni che vengono percepite più o meno praticabili, ma sempre oggetto della propria scelta consapevole. La storia si muove quando un gruppo di soggetti decide che la propria sopravvivenza è meno importante rispetto alla qualità della propria esistenza, tanto da sentire l’urgenza di agire anche mettendo in pericolo la prima.  Ora il potere sa che può risolvere definitivamente il problema solo riuscendo a limitare il ventaglio di possibilità che il soggetto può scorgere e quindi prendere in considerazione. Solo quando lo stato di cose venga percepito come inevitabile, giusto, sacro, inviolabile e il suo contrario come tabù, barbarie e illusione, perverremo alla fine della storia, tanto agognata dalle elite dominanti. La strada da percorrere è minare la possibilità di pensare (quindi anche linguisticamente) alcune opzioni.

Occorre in tal senso fomentare il manicheismo: i buoni di qua, i cattivi dall’altra parte.

La gente va quindi abituata a considerare il sopruso come la norma, e cosa c’è di meglio in tal senso che imporre il tremendo sopruso della perdita di sovranità sul proprio corpo, creando così un precedente e dipingendolo come un dovere da autoimporsi nel nome della “comunità?”.

Superato questo scoglio il potere non avrà più limiti e possiamo appena immaginare l’invasività della bioingegneria del futuro. La questione vaccinale va quindi intesa come una parte importante della realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, della globalizzazione, quindi imparentata con la sostituzione etnica e la creazione di un cittadino sradicato e quindi imbelle.

D’altronde basta andare sul sito Aifa e leggere la motivazione dell’obbligo: “proteggersi” da malattie anche eradicate perché il progetto di trasferimento di popoli, trattati alla stregua di pacchetti di merendine, potrebbe portare alla loro ricomparsa.

Matteo Simonetti è laureato in filosofia e diplomato in Pianoforte. È giornalista pubblicista dal 2004 e collabora con vari quotidiani e riviste nazionali. Lavora come docente di storia e filosofia nei licei e come articolista e redattore della storica rivista «L'Uomo Libero». Ha pubblicato diversi saggi su temi filosofici, storici e politici, tra cui Kalergi. La prossima scomparsa degli europei.

Commenti 2

  1. Pingback: Tria, Moavero e Giulia Grillo: tre corpi estranei nel “Governo del Cambiamento” • rEvoluzione

  2. Citazione: “La storia si muove quando un gruppo di soggetti decide che la propria sopravvivenza è meno importante rispetto alla qualità della propria esistenza, tanto da sentire l’urgenza di agire anche mettendo in pericolo la prima”
    Ottima riflessione, ma la storia insegna, però, che la “storia si muove” quando un nuovo gruppo d’interesse si affaccia nello scenario, contrapponendosi a quello finora dominante.
    Comunque, ottimo articolo.

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