Perché ci vogliono transumani. Il progetto di sostituzione dell’essere umano

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| Vogliono convertirci tutti al transumanesimo |

Molti tra i più grandi scienziati del mondo stanno lavorando alla sostituzione dell’essere umano. E tutto questo con l’avallo e il finanziamento dei governi.

Attenzione: questa affermazione non è frutto di qualche fantasiosa teoria complottista, bensì si tratta di un avvenimento reale. Questo fenomeno ha anche un nome, di cui gli stessi suoi seguaci vanno fieri: transumanesimo.

 

| Intrappolati in una visione transumana |

Il politologo Francis Fukuyama, professore presso la celebre Stanford University, ha definito il transumanesimo “l’idea più pericolosa del mondo”. E non è il solo a vederla così.

Oggi sempre più studiosi stanno prendendo coscienza della pericolosità di questo fenomeno. Il problema, però, consiste nel fatto che l’ideologia transumanista è praticamente del tutto sconosciuta alla maggior parte delle persone. Questo non perché, come qualcuno potrebbe pensare, si tratta di un movimento marginale ma, al contrario, perché la sua filosofia è oggi talmente dominante che viene percepita dai più come il “normale modo di pensare moderno”. In sostanza ci troviamo in una situazione simile a quella descritta nel film Matrix: siamo talmente immersi nella visione del mondo transumana da non avere coscienza della sua influenza quotidiana su tutti noi.

Ma a quali princìpi i “sacerdoti” del transumanesimo si ispirano? Vediamoli.

 

| I princìpi transumanisti |

Nel sito ufficiale dell’associazione italiana transumanisti (transumanisti.it) già nella home è presente l’elenco dei loro princìpi. Al punto uno troviamo scritto:

«L’umanità sarà radicalmente trasformata dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ri-progettare la condizione umana in modo di evitare l’inevitabilità del processo di invecchiamento, le limitazioni dell’intelletto umano (e artificiale), un profilo psicologico dettato dalle circostanze piuttosto che dalla volontà individuale, la nostra prigionia sul pianeta terra e la sofferenza in generale».

Qualsiasi persona di buon senso è in grado di rendersi conto che, per star bene interiormente, il primo passo da compiere è sapersi accettare con tutti i propri limiti.

Qui non solo non si accettano i propri limiti individuali ma vengono rifiutati anche i limiti della nostra stessa natura umana. Addirittura questo nostro essere e modo di vivere viene visto e sentito come una “prigionia”. E come pensano di superare questa prigione fatta di carne e ossa, confinata su un sasso che gira intorno a una stella insignificante della periferia di una galassia?

Questo ce lo spiega in modo cristallino e senza possibilità di fraintendimenti il famoso fisico Michio Kaku nel suo libro Il futuro della mente (Codice Edizioni).

«Per un tempo infinito siamo stati osservatori passivi nella danza della natura», scrive Kaku nell’introduzione del suo libro. «Oggi ci siamo trasformati in coreografi della danza della natura, e in certi casi riusciamo anche a compiere qualche piccolo ritocco. Ma nel 2100 faremo un passo decisivo e diventeremo i dominatori della natura».

E come saranno questi “dominatori”? Kaku non esita a rispondere, ovviamente. «Siamo destinati a trasformarci in quegli stessi dèi che una volta adoravamo e temevamo» scrive. E continua:

«Come gli dèi delle antiche mitologie, nel 2100 maneggeremo gli oggetti con il potere della mente. I computer leggeranno silenziosamente i nostri pensieri e tradurranno i nostri desideri in realtà. Potremo spostare gli oggetti con il solo pensiero, un potere telecinetico di norma riconosciuto soltanto agli dèi. Grazie alla biotecnologia creeremo corpi perfetti, allungando la durata della vita. Inoltre saremo in grado di creare forme di vita come non ce ne sono mai state. La nanotecnologia ci permetterà invece di prendere un oggetto e trasformarlo in qualcos’altro, di creare cose che sembreranno comparire dal nulla. A differenza degli dèi non ci sposteremo a bordo di carri fiammeggianti, ma disporremo di veicoli lucenti capaci di librarsi nell’aria senza alcuno sforzo e con un quantitativo minimo di combustibile. Grazie alle macchine che inventeremo, potremo attingere all’energia illimitata delle stelle, e ci appresteremo a esplorare i pianeti più vicini con le nostre astronavi. Sebbene tali poteri divini» continua Kaku, «possano sembrarci straordinariamente avanzati, se non inimmaginabili, i semi di tutte queste tecnologie vengono piantati in questo preciso istante».

Credete si fermi qui? Naturalmente no. Al “progresso” non c’è e non deve esserci limite, dicono.

Nell’ultima parte del suo libro descrive, con estremo entusiasmo, il seguente scenario: in un lontano futuro la mente di ogni individuo verrà scaricata in un computer per poi essere lanciata nello spazio tramite raggi laser. Questi laser rimbalzeranno su innumerevoli satelliti che nel frattempo la post-umanità avrà collocato in giro per tutto l’universo. E così potremo viaggiare visitando innumerevoli mondi senza essere continuamente limitati da quella primitiva e ribrezzevole cosa che è il nostro corpo. Sarà questo, allora, il nostro punto di arrivo evolutivo? Nemmeno per sogno. Questa, per Kaku e per i transumanisti, non è che una civiltà di tipo 3 su una scala che va da 0 a 10!

 

| Il sogno di tutti i transumanisti |

Enrica Perucchietti, Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina (Arianna Editrice)

Ecco a voi, allora, la civiltà di tipo 10, il Santo Graal a cui ogni vero transumanista, consciamente o inconsciamente, aspira.

La civiltà di tipo 10, troviamo scritto nella sezione “Scala di Kardašëv” di Wikipedia (così è chiamata la scala che misura queste ipotetiche civiltà) sarà composta da

«esseri che hanno raggiunto una capacità tecnologica tale d’aver abbandonato il mondo cosmico come lo conosciamo per continuare a vivere ed evolversi in “universi” non-cosmici creati da loro stessi, al di fuori delle nostre leggi fisiche; ipoteticamente parlando questi esseri possono essere realmente considerati degli Dei nel senso stretto della parola».

Tutto questo non è che una piccola parte della “visione transumanista”.

Se volete saperne di più vi consiglio vivamente la lettura del nuovo libro di Enrica Perucchietti intitolato Cyberuomo. L’alba del transumanesimo e il tramonto dell’umanità (Arianna Editrice).

 

| Ritorniamo con i piedi per terra |

Nel 1969 il grande psicoterapeuta Fritz Perls scrisse le seguenti parole:

«Ogni individuo, ogni pianta, ogni animale ha solo uno scopo: realizzarsi per quel che è. Una rosa, è una rosa. La rosa non ha nessuna intenzione di realizzarsi come canguro».

Queste righe sembrano essere state scritte per far riflettere i transumanisti e tutti coloro che, in qualche modo, sono caduti preda, anche solo in parte, di questa ideologia.

Siamo esseri umani e questo significa essere fatti di carne e di ossa, di piaceri e di sofferenze, di vita e di morte. Non è vita quella che cerca di evitare la sofferenza e la morte; è vita solo quella che impara ad accettarle e a gestirle perché è nella gestione di questo equilibrio che risiede l’essenza della vita stessa. Non può esistere, infatti, bianco senza nero, alto senza basso… E quindi nemmeno piacere senza sofferenza e vita senza morte.

È chiaro, a questo punto, che abbiamo bisogno, con urgenza, di tornare a vivere in modo più reale, e cioè abbiamo bisogno di una vita più rozza, più ricca di passioni, più corporea. Abbiamo vissuto per troppo tempo tra le nuvole, è giunto il momento di tornare con i piedi per terra.

dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook tra cui La mente dello stratega che è rimasto per mesi in vetta alle classifiche. Con la Uno Editori è in uscita il libro Manuale di resistenza al potere.

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