Perché la famiglia fa così paura: un’interpretazione ermetica

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Appena concluso il forum sulla famiglia non si esauriscono le polemiche dettate per lo più dal sistema mediatico che accusa il governo di aver patrocinato un’iniziativa tacciata come medievale, omofoba e irrispettosa del genere femminile.

La questione necessiterebbe di un approfondimento diverso rispetto ai canoni comunemente utilizzati dall’informazione mainstream che, per fini propagandistici e di share,  prevede la contrapposizione di due “modelli di famiglia” differenti.

In questo contesto vogliamo proporre una chiave di lettura alternativa per affrontare la tematica fuori dalla narrativa mainstream.

 

 

La Legge di Genere nell’Ermetismo

 

Il Rebis Ermafrodita, Tratto dal Rosarium Philosophorum XIV sec.

Il Principio del Genere nella Filosofia Ermetica ci insegna che il tutto è creato sempre da due “Energie”: maschile e femminile.

Ogni cosa nel macro e nel micro-cosmo è generata e animata da questi due elementi e l’essere umano non costituisce per natura un’eccezione: per il concepimento servono due generi diversi.

 

Oltre all’empirico punto di vista biologico e psicologico, queste due energie esprimono polarità differenti e fisiologicamente complementari:

  • il maschile rappresenta in termini universali il Dare, la caratteristica per eccellenza è la Volontà, e si declina quindi in forza, vigore e azione.
  • il femminile è rappresentazione del Ricevere è caratterizzata dall’Accoglienza, si declina in nutrimento, sensibilità ma soprattutto creazione.

 

 

 

 

 

| Maschile e femminile |

L’ermetismo ci dice che ogni elemento del tutto contiene al suo interno sia energia maschile che femminile, pur non costituendo un androgeno perfetto.

L’uomo, maschio e femmina, ospita naturalmente differenti percentuali di testosterone e ferormoni, e ogni individuo ha differenti caratteristiche di entrambe queste componenti, che lo determinano proprio come soggetto a se stante.

Quindi un essere umano di sesso maschile avrà una componente di energia maschile superiore rispetto a quello femminile – seppur presente in lui –  in termini biologici, psicologici e “vibratori”. La stessa situazione per un essere umano di sesso femminile.

La determinazione del sesso di appartenenza e la conseguente complementarietà con il sesso opposto rispondono a queste leggi, andando a confermare un principio in essere universale: quello di Creazione. Infatti,

 

l’unione dell’energia maschile a quella femminile, di un maschio con una femmina, confermano e celebrano la creazione: da un lato con la sola unione, andando a ricreare il principio di Unità da cui derivano le due energie rappresentato dal modello androgino del Creatore; dall’altro confermando l’azione creatrice dando luce a una “nuova vita”.

 

 

| La famiglia è sotto attacco perché è un’unione “sacra” |

Partendo da questa sintesi della Legge di Genere della Filosofia Ermetica, appare chiaro che

 

l’unione delle due polarità e la conseguente attitudine antropologica della costituzione di un nucleo famigliare attinge alla dimensione del Sacro, vero ed innominabile spauracchio per gli alfieri della post modernità.

 

Da ciò però non consegue una necessaria avversione verso l’omosessualità e gli omosessuali, i quali, seguendo sempre l’ermetismo, non esulano dalla Creazione, ma ne compartecipano come chiunque altro.

Il problema sono i criteri di riconoscimento di questa unione che, per sua stessa natura, non può seguire i canoni di quella eterosessuale.

“Non si può giudicare l’Amore” e altri slogan simili, hanno scandito le campagne a sostegno della causa omosessuale, e a riguardo credo nessuno possa eccepire nulla. Per sua stessa natura il sentimento non è giudicabile, dato che non è frutto di una scelta né soggetto a discernimento. Tanto meno rientra nelle fila dei diritti e quindi non può essere concesso o revocato.

 

Un sentimento si prova, si sente, e basta. Infatti finché si discute sull’indiscutibile non si viene a capo di nulla, ma si può generare un sacco di fumo con cui coprire operazioni di ben altro rilievo rispetto ai teatrini dei così detti “diritti civili”, in scena negli ultimi anni in occidente.

 

 

| L’Amore secondo Yukio Mishima |

Anche lo scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese Mishima condivideva che “l’Amore non ha Sesso”, massima senza tempo che va a trovare l’origine nella funzione armonizzatrice dell’Amore, quale forza di attrazione di polarità opposte atte a ricreare l’Unità dove vi è separazione. In questi termini ad esempio si intenda l’Agape greco, quale forma di Amore incondizionato, che ha animato la massima di cui Mishima ne riprese l’eredità. Ad oggi ne viene inteso che il sentimento non conosce ragione di genere e sebbene la portata sia di minor rilievo esistenziale, chiunque ne può riconoscere la veridicità, e la pari dignità per un Amore eterosessuale quanto per quello omosessuale.

Quale sia l’esito di tale Amore però è determinante ai fini del nostro ragionamento. La costante sentimentale apre comunque la variabile di espressione, e laddove per una coppia eterosessuale l’esito sia conforme alle logiche di creazione sopracitate, l’esito per quella omosessuale non può per definizione essere il medesimo.

 

La sacrosanta pari dignità del sentimento non prevede la stessa manifestazione sugli altri piani, a partire da quello biologico, che vede l’unione eterosessuale di per sé fertile, e quello omosessuale sterile.

 

 

| Propaganda per legittimare il poliamore e l’utero in affitto |

A parte le sacrosante pretese in campo di diritto di successione e di assistenza medica, la forzatura di propagandare una medesima soluzione per l’unione omosessuale e quella eterosessuale nascondendosi dietro la sottana dei così detti “diritti civili”, è una trovata di marketing sociale che non tiene conto della natura stessa delle due unioni, mancando di rispetto ad entrambe. Da qui le varie soluzioni come gli uteri in affitto, o le fantasiose creazioni di pseudo generi del “poliamore”, affondano nella frustrazione di un’identità specifica mai veramente compresa ed accettata, che tutt’oggi si sviluppa sul criterio di imitazione dell’Altro, l’eterosessuale. Dove l’etero può per sua natura, l’omosessuale pretende per legge, tradendo così la sua specifica particolarità, e prestandosi a strumento per chi ha interessi a minare le fondamenta della civiltà, a partire dalla sacralità della famiglia.

Non a caso molte voci provenienti dal mondo omosessuale, nel tempo hanno preso le distanze dalle derive carnevalesche e assurde che ha preso la lunga marcia dei così detti “diritti civili”, esponendosi anche loro all’ossimorica accusa di omofobia.

 

In ultimo l’identificare la causa omosessuale con le aberrazioni sopracitate, funge anche da grande distrazione per il mondo omosessuale stesso, che al posto di guardare l’Altro, l’eterosessuale, con invidia e livore per gli esiti che la sua natura gli consente, perde l’occasione di guardarsi e accettarsi per quel che è e poter quindi scoprire quali unicità possano celarsi all’intero della loro specifica realtà relazionale.

Aprirsi a queste unicità, abbandonando le contese imitative con il mondo eterosessuale, porterà finalmente pace con il Sacro, che nonostante propagande, credenze e convinzioni, per sua stessa Natura non li ha mai abbandonati.

vive e lavora tra Milano e Saronno, dopo aver lavorato presso diversi uffici stampa, oggi è formatore e istruttore professionista in ambito di sicurezza e Krav Maga. Da sempre interessato di storia, letteratura, psicologia, filosofia e politica, dirige con altri le attività dell’associazione culturale Accademia Diciannove

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