Pokémon Sleep: la nuova applicazione per il controllo globale

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| Una sera a Central Park… |

L’estate del 2016 ero a New York. Una sera, in taxi, nei pressi di Central Park una fiumana indistinta di persone di età diverse bloccò il traffico correndo all’impazzata per la strada, incurante delle macchine che venivano saltate come semplici ostacoli in movimento. Pensai subito che ci fosse un concerto o qualche evento nel parco dove si stavano dirigendo probabilmente in ritardo. Quelle persone correvano senza guardare la strada, con gli occhi fissi sul cellulare, inconsapevoli del rischio. Sembravano usciti dal film 28 Giorni dopo.

L’indomani mi scontrai più volte, a piedi, con ragazzini che correvano fissando lo smartphone, alla ricerca di qualcosa che non riuscivo a vedere. Non erano zombie ma incarnavano l’archetipo del morto vivente che è mosso da un richiamo superiore, da una sete o smania che cerca inutilmente di saziare. Erano tutti vittime dell’ultima influenza: la caccia ai Pokémon.

Già, perché tre anni fa la caccia ai simpatici mostriciattoli aveva monopolizzato il mondo con la applicazione Pokémon Go! (una specie di videogioco di tipo free-to-play basato sulla realtà geolocalizzata con GPS) divenendo un vero e proprio fenomeno di massa tra ragazzini ma anche tra gli adulti.

Sembrava che il mondo intero avesse perso la testa e persone di ogni genere ed età andavano in giro a tutte le ore brandendo lo smartphone per catturare Pokemon virtuali. Il fenomeno aveva provocato anche incidenti stradali, feriti e milioni di dollari di danni. Sembrava che una pandemia virtuale avesse contagiato milioni di utenti rendendoli simili a degli zombie bramosi non di qualche brandello di carne ma di catturare creature immaginarie.

Come asserviti da un maleficio, infatti, gli zombie sono privi di ogni volontà e si muovono in branco. Vogliono tramutarti in quello che loro sono ed è inutile tentare di farli ragionare perché sono affamati e senza razionalità. In modo simile i giocatori compulsivi sembravano irretiti da un sortilegio, focalizzato soltanto sulla loro preda: i Pokémon.

 

| Gli zombie al cinema |

28 giorni dopo (28 Days Later) è un film horror fantascientifico del 2002, diretto da Danny Boyle.

Gli zombie derivano dal voodoo haitiano, non sono creature sgusciate dalla fantasia letteraria di autori come Polidori, Bram Stoker o Mary Shelley: la loro evoluzione e il loro successo sono avvenuti soprattutto attraverso il cinema e i media.

Da espediente per rappresentare le derive della nostra società (George Romero), fino all’incarnazione delle paure di un contagio globale in grado di sterminare l’intera popolazione (World War Z), gli zombie sono la materia più malleabile del cinema contemporaneo. Di certo non battono in sex appeal e fascino gli aristocratici e individualistici vampiri, ma dai film alle serie TV, passando per i fumetti (Dylan Dog), il genere affascina, terrorizza e tiene incollati allo schermo gli spettatori (pensiamo al fenomeno The Walking Dead).

La nuova ondata di cinema zombie inizia quando il regista di Trainspotting Danny Boyle decide di girare un film post-apocalittico in cui si mescolano la tradizione dei morti viventi con le sempre paure di pandemia che iniziano a serpeggiare per il mondo: 28 giorni dopo. I suoi non-morti sono veloci, violenti e rabbiosi e inaugurano il nuovo trend degli “zombie che corrono”.

 

 

| Pokémon Sleep |

“E se potessi continuare ad allenare i tuoi Pokémon… persino mentre stai dormendo? Nel 2016, Pokémon GO ha trasformato il semplice camminare in una forma di intrattenimento, rendendo l’intero mondo un gioco. Stiamo per farlo di nuovo, Allenatori: questo volta, però, per il sonno.”

A distanza di tre anni esatti, dopo il film Detective Pikachu, i Pokémon tornano alla ribalta con molte novità, come annunciato da Tokyo dove si è tenuta la Pokémon 2019 Press Conference.

La più innovativa è la Pokémon Sleep, una nuova applicazione per iOS e Android che sarà disponibile nel corso del 2020 e che come obiettivo avrebbe quello di divertirsi durante il sonno:

Presto, gli allenatori potranno svegliarsi con i propri Pokémon ogni mattina grazie a Pokémon Sleep, un’applicazione mobile prodotta da The Pokémon Company. Pokémon Sleep vuole trasformare il sonno in una forma di intrattenimento facendo in modo che il tempo speso dormendo influisca sul gameplay.”

Insomma, dai tempi in cui si passavano le notti insonni ad accudire un tamagochi o a vegliare i pianti di un Furby, il sonno delle nuove generazioni verrà monopolizzato dagli amici di Pikachu. Ma, come tre anni fa si domandarono diversi ricercatori “alternativi”, il gioco sembrava celare dei retroscena inquietanti…

 

| Infowars: “Pokémon Go! è uno strumento della Cia” |

Tre anni fa era diventata virale la denuncia dei blogger di Infowars che accusavano la società che ha sviluppato l’applicazione, la Niantic inc., di essere collegata alla CIA.

La Niantic inc. è stata fondata da John Hanke, che in passato avrebbe beneficiato di finanziamenti da In-Q-Tel, che secondo Infowars sarebbe una società di investimento che ricerca soluzioni tecnologiche innovative utili all’intelligence statunitense.

Lo scopo ufficiale di questa società è riportato nella home page loro stesso sito:

IQT identifica, si adatta e fornisce soluzioni tecnologiche innovative per sostenere le missioni della Central Intelligence Agency”.

Il partner principale è la In-Q-Tel Interface Center la cui sede, troviamo scritto addirittura sul sito della CIA, si trova proprio nel palazzo della Central Intelligence Agency!

La CIA investe in diverse compagnie high-tech del mondo in modo da essere sempre aggiornata sugli sviluppi e i progressi della tecnologia.

Secondo Infowars la CIA, tramite la Niantic inc., avrebbe fatto sviluppare Pokémon Go! per avere accesso alle immagini riprese dai milioni di telecamere degli smartphone dei giocatori di tutto il pianeta, che durante il gioco riprendono luoghi, come i loro appartamenti, il posto  di lavoro e persino i bagni, altrimenti irraggiungibili dai satelliti spia americani e dalle auto di Google.

Gli utilizzatori del gioco, secondo Infowars, sarebbero pertanto impiegati in modo inconsapevole per raccogliere immagini, dati e video destinati agli archivi dell’intelligence americana.

 

| Il Pentagono vieta il gioco |

Non è un caso che il Pentagono abbia vietato l’utilizzo del gioco ai propri dipendenti: il Centro di Difesa americano ha proibito a tutti i suoi dipendenti l’installazione del gioco per evitare problemi di sicurezza.

Prima del Pentagono anche l’esercito israeliano dichiarò guerra a Pokémon Go! e ordinò il divieto assoluto ai suoi uomini di installare il popolarissimo gioco. La richiesta fu motivata dal fatto che si voleva evitare che le immagini riprese dai cellulari in fase di gioco postessero evidenziare qualche luogo segreto ed essere captate dagli occhi indiscreti di agenzie nemiche, o hacker malintenzionati che avrebbero potuto venderle a qualche Intelligence interessata.

 

| Controllati dalla mattina alla notte |

Quello che cambia nell’attuale società rispetto a quella immaginata in scenari distopici alla Orwell o dal sistema di controllo panottico, è che il controllo sociale, grazie da un lato alla sorveglianza tecnologica (ne abbiamo avuto qualche assaggio con lo scandalo Datagte e più recentemente con Cambridge Analytica) e dall’altro a tecniche di propaganda sempre più sofisticate, si è reso invisibile, permanente e capillare e investe tutti in quello che il sociologo Marshall McLuhan ha denominato il “villaggio globale”.

Il Sistema attua una serie di strategie e di operazioni per giungere al controllo elettronico globale e alla sorveglianza di massa, invogliando le persone ad accettare ciò che il potere ha in serbo per loro, anche tramite l’intrattanimento e la comodità (pensiamo al fenomeno dei microchip sottocutanei).

Il potere ha ciò compreso che è più facile controllare le masse e spingerle ad amare le proprie catene tramite la manipolazione dolce, offrendo loro i famosi “pani e circensi, miracoli e misteri” di cui parlava Aldous Huxley.

Pokèmon Go! prima e ora Pokémon Sleep aggiungono un altro importante tassello in questo processo. Questa nuova applicazione conteggerà le ore di sonno degli utenti e con esse verrà creato un minigioco ad hoc. Per farlo bisognerà dormire Pokémon GO Plus + vicino al cuscino…

Insomma, se di giorno siamo ormai perennemente sotto l’occhio di telecamere e ogni nostro movimento è praticamente mappato e schedato, da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire, ora è stata escogitata l’ennesima trappola, travestita da intrattenimento, per controllarci persino di notte e sapere persino quante ore dormiamo! La modalità è simile alla nuova tendenza di farsi impiantare un chip, in modo da dimenticare pin, password, codici di accesso, denaro contante. E noi siamo i primi a cedere tutti i nostri dati grazie alla mania del gioco, della comodità o della moda che contagia grandi e piccoli.

Commenti 2

  1. Il guaio è che la gente accetta, anzi è entusiasta di queste nuove trovate sempre più sofisticate… e se tu sei diverso da loro e non vuoi queste applicazioni sul tuo smartphone vieni emarginato e ritenuto un cavernicolo!

  2. Ciao Enrica, veramente un gran bel articolo. Complimenti davvero. Purtroppo sono anni che diciamo di stare attenti a certe cose, ma ormai credo che tutti siano in una situazione tale da non poter guardare più oltre il loro naso… in quanto adesso hanno vicino il loro cellulare e nessuno parla più al telefono, ma Con il telefono! Comunque l’articolo mi è piaciuto perché fondamentalmente rispecchia il mio intento, quello di usare il cinema come veicolo per spiegare altri e più importanti concetti.
    a presto
    peppe

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