Potere e controllo: il (vero) Grande Fratello ci guarda

Autore

| Il Grande Fratello |

«Il Grande Fratello vi guarda».

Dai grigi teleschermi riecheggiava in continuazione questa frase lapidaria, senza accento e con una tonalità piatta: l’eco impalpabile della voce era ormai familiare e si disperdeva nell’aria, si diffondeva nelle case e nella testa dei cittadini di Oceania. Chi era il Grande Fratello? Nessuno l’aveva mai visto, non si conosceva quasi niente di lui, ma tutti erano pronti a giurare che esisteva.

Lo scenario descritto appartiene alla trama e all’ambientazione del famoso romanzo distopico 1984 di George Orwell.

Nella società descritta nel romanzo gli individui erano controllati in ogni momento e tutti ne erano perfettamente consapevoli: la privacy non esisteva più, la società si reggeva su poche regole imposte con gli slogan e la vita di ogni cittadino era completamente trasparente.

1984 in fondo è solo un’opera di fantasia, ma la realtà certe stupisce più di un romanzo…

 

| Profilo storico del controllo sociale |

Sin dalla comparsa dell’uomo sulla Terra la naturale propensione a vigilare sull’altro, sul vicino, sui familiari o sul nemico è sempre stata presente e per alcuni versi vitale e necessaria.

È evidente che esiste da sempre un collegamento reale tra l’organizzazione di qualsiasi forma associata con la gestione del potere e del comando: i due aspetti sono complementari. Si crea, dunque, una triangolazione importante:

1. organizzazione
2. potere
3. controllo

| Il Panopticon |

I concetti del controllo e della sorveglianza storicamente sono stati esaminati in maniera esemplare nell’opera Panopticon di Jeremy Bentham nel 1791.

Il Panopticon era un progetto architettonico in cui controllo e potere erano plasticamente fusi insieme.

La struttura prevedeva una costruzione a forma di anello con una torre centrale dotata di grandi finestre. Per effettuare il controllo era sufficiente posizionare un ispettore nella torre centrale: ogni individuo rinchiuso in una cella poteva così essere visto, e a causa di persiane posizionate sulle finestre della torre non aveva mai la possibilità di vedere il suo controllore. I prigionieri, quindi, pensavano di essere sempre controllati e sorvegliati in ogni momento.

Proprio come nel Panopticon, oggi siamo controllati e sorvegliati e non ci rendiamo conto neanche con precisione da chi, poiché il Grande Fratello si nasconde, è subdolo e assume molteplici forme.

 

| Il controllo tecnologico |

Una forma di controllo sociale più strutturata è strettamente legata alla tecnologia.

Una parte consistente del controllo potenzialmente si può effettuare attraverso uno strumento che ormai è diventato un oggetto indispensabile nella vita quotidiana di ogni individuo: lo smartphone.

 Martin Cooper

Quando, direttore della sezione Ricerca e Sviluppo della Motorola, fece la sua prima telefonata da un cellulare il 3 aprile 1973 forse non immaginava che dopo quarant’anni con lo stesso dispositivo si sarebbe potuto fare di tutto, anche telefonare.

“Anche” telefonare significa che con i moderni smartphone, in realtà, la funzione originaria e principale è diventata accessoria: infatti si possono mandare email, ci si può collegare a Internet, lo si può usare come navigatore satellitare o come strumento di pagamento.

In altre parole, il medesimo dispositivo ha riunito in sé una serie di funzioni che in precedenza appartenevano ognuna a un singolo strumento.

Ogni singola funzione testé descritta implica una forma di controllo. Per non parlare poi, per esempio, delle app soprattutto quelle legate al nostro benessere fisico che trasmettono in rete una serie di informazioni che riguardano il nostro corpo e la nostra salute.

 

| Profilati e controllati |

L’altro aspetto fondamentale del controllo tecnologico riguarda proprio l’utilizzo di Internet.

Tutte le ricerche che si effettuano in rete ovviamente sono controllabili e lasciano delle tracce indelebili.

Quando, per esempio, si effettuano acquisti online o semplicemente si fanno ricerche finalizzate all’acquisto tutte le informazioni collegate vengono monitorate e conservate e risultano utili per effettuare una profilazione dei gusti e delle propensioni commerciali, utile poi successivamente perché vengono proposte come suggerimenti per eventuali altri acquisti futuri.

Ecco, quindi, che il controllo sociale si interseca con quello commerciale e le nostre informazioni acquistano una valenza economica che le stesse multinazionali si possono scambiare e vendere.

Le nostre vite diventano così sempre più digitali, ma trasparenti e soprattutto continuamente riflesse nello specchio deformante che è la rete.

Il Grande Fratello è in agguato proprio dietro questo specchio.

è nato a Matera nel 1975. Vive e lavora a Ferrandina (MT) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Laureato nel 2001 in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Da luglio 2015 è redattore per la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *