Psicoreato: il Potere vuole sottometterci al pensiero unico

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«La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito».

Così sentenzia O’Brien a Winston Smith, durante le pagini finali del capolavoro orwelliano, 1984. Winston è stato catturato dalla psicopolizia ed è ormai sull’orlo della pazzia: è da giorni vittima di torture, prigioniero all’interno del palazzo del Ministero dell’Amore. Il suo aguzzino attende che abiuri decidendo una volta per tutte di abbracciare l’Ortodossia del Partito, uniformandosi al volere del Socing.

 

| Il Potere vuole svuotarci per riempirci di sé |

È necessario un “atto di autoannientamento” per farsi “riempire” dal pensiero unico del Grande Fratello a costo di accettare il bipensiero. Quello che interessa al Grande Fratello, spiega O’Brien, non è tanto punire o far confessare i suoi detenuti che si siano macchiati di eterodossia, quanto riabilitarli, facendoli “guarire”:

«L’unica cosa che ci sta a cuore è il pensiero. Noi non ci limitiamo a distruggere i nostri nemici, noi li cambiamo».

Il Potere non intende più come in passato, durante le persecuzioni o l’Inquisizione, uccidere in pubblica piazza i propri nemici, rischiando pertanto di creare dei martiri, quanto al contrario convertire le menti di costoro al proprio volere. Tutte le coscienze, anche quelle degli “eretici” che verranno poi annientati, devono abbandonarsi e abbracciare l’Ortodossia con un atto di volontà. Il maggior “peccato” che si possa compiere è infatti lo psicoreato: «Lo psicoreato non comporta la morte, esso è la morte» .

Il governo distopico immaginato da Orwell ha compreso che, per avere la totale sottomissione del popolo, deve penetrare nell’immaginario, nella mente di ogni cittadino per rimodellarla e riempirla di sé.

 

| Una moderna caccia alle streghe |

A settant’anni di distanza dalla pubblicazione del capolavoro orwelliano le tematiche cardine del romanzo sembrano più attuali che mai. L’attuale diatriba sulle fake news ha portato alla promozione di un clima di isteria che potremmo definire una “caccia alle streghe 2.0”, in cui vengono perseguitati coloro che non si allineano al pensiero unico.

Siamo di fronte a una campagna che da un lato strumentalizza la violenza e il cyber bullismo e dall’altro, in piena modalità schizoide, fa uso di questi metodi per attaccare, dileggiare, censurare, denigrare e screditare i ricercatori e i giornalisti “alternativi”. Si è partiti con la graduale costituzione di siti atti allo smascheramento di bufale per finire all’autoinvestitura di costoro a novelli censori del web. E secondo il principio di autorità quello che costoro scrivono dovrebbe essere accolto in modo acritico come dogma. Loro dicono il vero, gli altri mentono.

 

| Chi vuole la censura del web? |

Questa campagna perdura da un paio d’anni e ora sempre più siti e quotidiani mainstream sono tornati a chiedere una censura del web per limitare il diffondersi di fake news e di notizie “allarmanti”. Il problema è che viene considerato allarmante e pericoloso per la società tutto ciò che non si allinea con la narrativa mainstream. Quella stessa narrativa che ha mentito per decenni e che mente quotidianamente diffondendo bufale sulle armi di distruzione di massa iraquene, sulla strage di Timisoara, sulle armi chimiche in Siria, sul Russiagate, ecc., livellando l’opinione pubblica a un’unica visione della realtà. Quella del Potere.

 

| Verso l’introduzione dello psicoreato? |

Il tentativo è quello di convincere l’opinione pubblica, sapientemente manipolata da un clima di isteria, ad accettare di introdurre il reato di opinione: una forma di psicoreato orwelliano secondo cui verrebbe punita non più l’azione ma la libertà di espressione e ancora prima di pensiero. Non si potrà più pensare male: i propri pensieri e le proprie emozioni dovranno allinearsi al pensiero comune, globale, globalizzato. Sarà semplicemente vietato pensare fuori dal coro: la mente di tutti noi sarà definitivamente sotto controllo. Apparentemente, per una “buona” causa. Saremo cioè stati convinti, gradualmente, e sull’ondata dell’indignazione collettiva, a ritenere giusto che si apportassero misure di restrizione al web.Non passa giorno senza che vengano smentite bufale ovviamente provenienti da siti o blog alternativi mentre le fake news dei media mainstream e della politica vengono perlopiù ignorate o mostrate soltanto quando diventa impossibile ignorarle.

 

| Cosa possiamo fare? |

Diventa sempre più difficile scrivere ed esprimersi liberamente: districarsi tra ciò che è bene dire e quello che è meglio evitare, tra ciò che non è politicamente corretto e ciò che potrebbe essere frainteso o che potrebbe causare una querela o il linciaggio mediatico.

Criticare, seppur in modo documentato o costruttivo il “potere” sta diventando un’impresa impossibile o folle, donchisciottesca.

E credo che sia per questo che pian piano sempre più giornalisti e ricercatori stanno man mano ritirandosi o riducendo il “tono” delle proprie ricerche. Se non si hanno le spalle coperte e uno stuolo di avvocati alle proprie dipendenze, è meglio tacere, e sarà sempre peggio.

Per questo è fondamentale creare una base di coscienza critica collettiva che non sia politica ma etica e sociale. Una squadra, al di là dei personalismi, degli interessi o delle convizioni personali.

Il Potere ci vuole divisi, noi dobbiamo compattarci.

Partendo dalla ricerca interiore del singolo si puòtrasformare l’intera società in un mondo nuovo e migliore in cui essere realmente liberi di pensare, di scegliere, di agire. Se non vi sono coscienze pronte ad assimilare una protesta critica, continuare a fare informazione sarà non solo sempre più difficile e pericoloso, ma anche inutile. E a reprimere ogni rimanente forma di temerario dissenso potrebbe esserci presto la psicopolizia. Qualunque sia il volto “legale” che acquisirà il reato di opinione, è chiaro che il clima attuale sia sempre più liberticida.

 

 

Vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. È caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di successo tra cui ricordiamo: Fake News, Governo Globale, La Fabbrica della Manipolazione, Unisex, False Flag. Sotto falsa bandiera, Il lato B. di Matteo Renzi; NWO. New World Order; Utero in affitto.

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