Salone del Libro: schizofrenia di sinistra e pensiero unico

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Il progressismo di sinistra, nella sua veste mondialista e favorevole alle élite economiche, si basa su ignoranza e schizofrenia elevate a modello.

Le polemiche attuali contro il fascismo montante, compiute in assenza di fascismo, si beano di una superiorità intellettuale che, non dico dal punto di vista dei riferimenti culturali, poiché lì si tratta di una inferiorità schiacciante, ma proprio da quello morale ha la sua origine in una doppia aberrazione.

Doppia perché basata su un crimine come quello simboleggiato da Piazzale Loreto e su un altro crimine che è quello avvenuto a Norimberga. Una superiorità morale legittimata da un evento in cui si impiccarono persone per dei crimini che prima non erano crimini e in cui non si parlò affatto dei crimini di chi era rappresentato dai giudici. Sto parlando di Hiroshima, Nagasaki, Dresda, la predazione della Polonia, della Finlandia, della questione degli altri campi di concentramento, degli altri internamenti di civili, per non parlare poi delle armi chimiche, proibite, stoccate a Bari che solo per un colpo di fortuna, ovvero la direzione del vento, non hanno causato una strage di proporzioni immani.

 

| L’esclusione di Altaforte al Salone del Libro |

Facciamo una semplice analisi della situazione attuale, esaminando la questione del Salone del Libro di Torino.

Partiamo dal presupposto che il sottoscritto è stato oggetto di una persecuzione ad personam in occasione della Fiera del Libro di Roma e da quello che non nutro particolari simpatie per Casapound che si è mostrata spesso ostile al mio pensiero.

Ma osserviamo:

c’è una comunità che si dice antifascista e che però esclude una casa editrice, si dice garante della libertà di pensiero d’espressione ma impedisce la diffusione di testi.

Perché condanna allora i bucherverbrennungen nazionalsocialisti?  C’è l’antifascismo che dice di invocare azioni penali e chiusure di partiti, tipici dei sitemi totalitari, brandendo un codice penale fatto dai fascisti e ancora in vigore… poi ci sono i fascisti che invocano gli articoli della costituzione sedicente antifascista a loro difesa… quella costituzione antifascista scritta da Calamandrei, che pure antifascista e senza tessera del partito, lavorò durante il ventennio e fu elogiato da Mussolini…

Vi rendete conto della schizofrenia provocata da manicheismo e ignoranza? Alla fine la casa editrice “colpevole” viene epurata, manca solo l’olio di ricino, dal festival su indicazione di Halina Birenbaum che qualifica questo atto di censura come coraggioso!

Il tutto in un contesto in cui il progressismo de sinistra ha approvato la legge antinegazionismo che mette in galera chi osa mettere in dubbio le grandi conquiste di Norimberga, processo al quale non furono ammessi tra i giudici neanche esponenti dei Paesi non dico sconfitti, ma solo neutrali!

Matteo Simonetti è laureato in filosofia e diplomato in Pianoforte. È giornalista pubblicista dal 2004 e collabora con vari quotidiani e riviste nazionali. Lavora come docente di storia e filosofia nei licei e come articolista e redattore della storica rivista «L'Uomo Libero». Ha pubblicato diversi saggi su temi filosofici, storici e politici, tra cui Kalergi. La prossima scomparsa degli europei.

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