Stop 5G: una mozione parlamentare impegna il Governo alla moratoria

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Dopo l’opposizione di una cinquantina di istituzioni italiane contrarie al 5G di cui vi avevamo riferito in questo articolo di Enrica Perucchietti, arriva una novità politica importante: cinque deputati hanno depositato una mozione che impegna formalmente il Governo in una moratoria nazionale sul 5G, annunciata nella conferenza stampa promossa in Senato con l’alleanza italiana Stop 5G.

Sara Cunial è prima firmataria insieme a Silvia Benedetti Gloria Vizzini, Veronica Giannone e Schullian Manfred.

 

| Il contenuto e l’obiettivo della mozione |

Sospendere qualsiasi forma di sperimentazione del 5G sul territorio nazionale in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche per giudicarne l’innocuità, promuovere uno studio epidemiologico indipendente, sviluppato da enti scevri da conflitti d’interessi.

Sono queste, in estrema sintesi, le richieste presenti nella mozione, che aggiunge come obiettivo quello di 

mantenere gli attuali valori limite di legge puntando sulla minimizzazione del rischio e valutare tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti di un eventuale innalzamento dei limiti di legge.

Secondo i deputati, infatti,

È questa l’unica strada percorribile da una politica che davvero mette la salute dei cittadini al primo posto. Perciò abbiamo proposto la costituzione di una commissione di vigilanza permanente per il monitoraggio degli effetti dei campi elettromagnetici, individuando membri della scienza e della medicina indipendente, unitamente ad un coordinamento tra le associazioni dei malati nonché la promozione di uno studio nazionale sugli effetti biologici delle radiofrequenze 4G e 5G presso un ente indipendente e privo di conflitti d’interessi con l’industria, come per esempio l’Istituto Ramazzini. Promuovere la ricerca di tecnologie più sicure e alternative alle radiofrequenze significa non solo adempiere al principio di precauzione che dovrebbe guidare l’azione politica ma anche farsi portavoce e difensori della popolazione italiana, osteggiando un progetto che ancora una volta antepone agli interessi dei cittadini quelli di poche e potenti multinazionali.

| Il commento dell’alleanza italiana Stop 5G |

Maurizio Martucci, responsabile italiano di Stop 5G

La mozione parlamentare per la moratoria viene accolta coi favori dell’alleanza italiana Stop 5G.

Così commenta Maurizio Martucci, portavoce nazionale della rete che raggruppa numerosi gruppi per la precauzione e autore di “Manuale di autodifesa per elettrosensibili”

Finalmente il Parlamento comincia a muovere passi importanti in difesa della salute pubblica adesso il Governo è chiamato ad un’assunzione responsabile per non esporre i cittadini a seri pericoli. Non da ultimo la richiesta di moratoria è promossa anche dal Prof. Ernesto Burgio del Comitato Scientifico dell’ECERI, European Cancer and environment research Institute di Bruxelles, che nel recente XXI Convegno Nazionale di Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana tenuto a Caserta ha espressamente sottolineato l’incombente pericolo che Di Maio e Giulia Grillo si ostinano a non valutare.

 

| La scienziata Belpoggi lancia una petizione online |

La mobilitazione continua anche fuori dal Palazzo. La scienziata Fiorella Belpoggi ha lanciato su Change.org una petizione on-line (clicca qui per firmare) per raccogliere ulteriori firme da dirottare al Governo italiano per rinnovare la richiesta di moratoria per il 5G su tutto il territorio nazionale, richiesta già avanzata dall’alleanza italiana Stop 5G anche attraverso una prima petizione da oltre 11.000 firme consegnate in Parlamento.

Direttrice della ricerca più importante al mondo condotta dal Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini sugli effetti delle radiofrequenze usate per il 2G e 3G, la Belpoggi ha ufficialmente annunciato al Ministro della Salute e al Governo Conte la disponibilità dell’istituto a poter studiare anche gli effetti del 5G. Ma ora servono altre migliaia di firme per rafforzare la richiesta.

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