Suicidio Epstein: i misteri della morte e l’ombra dei Clinton

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«Kevin, il 99 per cento di quel che fai nella serie succede davvero. L’un per cento è sbagliato perché non potresti mai far passare una legge sull’istruzione così velocemente»

(http://www.ilpost.it/2015/04/01/bill-clinton-house-of-cards/).

In un’intervista alla rivista «Gotham», l’attore Kevin Spacey, produttore e protagonista nel ruolo di Frank Underwood della serie tv House of Cards, ha raccontato che nell’aprile del 2015 l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton – suo caro amico e fan della serie – gli avrebbe rivelato tra il serio e il faceto che il telefilm riflette al 99% gli intrighi che si consumano per davvero tra le mura della Casa Bianca.

Clinton ha così confermato che complotti e manipolazione dell’opinione pubblica sono all’ordine del giorno a Washington.

 

| La morte di Epstein: le telecamere in tilt |

E a proposito di complotti, l’ultimo caso di cronaca che in queste ore sta sollevando dubbi e un clamore internazionale è il presunto suicidio in carcere di Jeffrey Epstein – amico sia di Bill Clinton che di Kevin Spacey -, avvenuto ieri 10 agosto in carcere alle 7.30, presso il Metropolitcan Correction Centre di Manhattan.

I dubbi riguardano la ricostruzione della vicenda, in quanto il finanziere era sottoposto al programma Suicide Watch, quindi a monitoraggio e sorveglianza continua (24 ore su 24) dopo aver già tentato il suicidio in cella (o essere stato aggredito?) ma il caso ha voluto che le telecamere siano andate misteriosamente in tilt durante la sua morte.

Si sarebbe trattato di un suicidio “provvidenziale” che permetterà a molti di tornare a dormire sereni. Nei giorni scorsi Epstein aveva infatti accettato di collaborare e di fare i “nomi” dei complici e delle persone coinvolte nei suoi crimini pedofili in cambio di una riduzione della pena.

 

| L’agenda personale di Epstein e il Lolita Express |

L’agenda di Epstein.

Nella sua agenda personale Epstein aveva i contatti diretti di personaggi famosi o influenti del calibro dell’ex presidente Bill Clinton (secondo le registrazioni dei piani di voli ottenuti da Fox News nel 2016, Clinton avrebbe viaggiato almeno 26 volte sul famigerato jet, il “Lolita Express”), Tony Blair, il principe Andrea del Regno Unito (duca di York), Kevin Spacey, Alec Baldwin, Dustin Hoffman, Naomi Campbell, Bernie Ecclestone, Rupert Murdoch, Peter Soros (nipote di George Soros), Woody Allen, Henry Kissinger, Edouard de Rothschild ed Evelyn de Rothschild, e moltissimi altri.

Alcuni di questi avrebbero anche viaggiato sul “Lolita Express”, il Boeing 727 privato di Epstein, con il quale trasportava minorenni per poi molestarle e violentarle nelle sue residenze di super lusso, dalle Isole Vergini al ranch di Stanley in New Mexico.

In passato, Epstein riuscì a patteggiare segretamente solo 13 mesi di carcere (trascorsi in condizioni privilegiate) nonostante fosse accusato di aver abusato sessualmente oltre 30 minorenni.

 

| Le accuse di traffico sessuale |

Il Lolita Express.

Epstein e Bill Clinton.

Le accuse di traffico sessuale (si parla di vere e proprie schiave sessuali minorenni) coinvolgevano infatti figure di altissimo rilievo in America e nel mondo. È un caso passato sotto silenzio per vent’anni, perché era riuscito grazie ai milioni di dollari e ai suoi contatti, ad aggirare il sistema giudiziario.

Stavano inoltre emergendo sempre più dettagli sconvolgenti sulla sua vita (la visione transumanista e il suo piano di creare dei superumani ingravidando nel suo ranch delle donne con il suo seme) e sul coinvolgimento di personaggi insospettabili.

L’uomo che avrebbe potuto rivelare i nomi di tutti coloro che erano coinvolti è morto in modo provvidenziale: molti temono ora che la fine di Epstein possa coincidere con la fine dell’inchiesta o con un suo parziale insabbiamento.

 

| Il mistero della morte |

Il carcere di massima sicurezza in cui è morto Epstein.

Ora, coloro che dubitano della ricostruzione ufficiale verranno sicuramente additati come “complottisti”.

I media stanno già cercando di giustificarne il suicidio parlando delle tremende condizioni del “carcere scatola” di massima sicurezza in cui era imprigionato, il Metropolitan Correction Center conseidarto la “Guantanamo di New York”. Per la serie: le condizioni estreme del carcere lo avrebbe spinto a togliersi la vita.

Va bene, ma non era sottoposto a sorveglianza? Perché le telecamere non funzionavano?

E allora, volendo rimanere nel campo del complottismo per un attimo, ci sarebbe da domandarsi come mai i nemici o i personaggi scomodi per l’entourage Clinton cadano come mosche in prossimità di processi e deposizioni.

 

| Clinton Body Count |

Il pensiero non può che correre alla teoria sviluppata dal reporter Danny Casolaro (1947–1991) che indagava su Whitewater, Mena, BCCI e ADFA e denominata “Clinton Body Count”, per cui i Clinton sarebbero responsabili di almeno 48 morti (deceduti in particolare per suicidi o assassini, qua trovate un parziale elenco in italiano:https://comedonchisciotte.org/lelenco-completo-delle-persone-collegate-ai-clinton-morte-in-circostanze-misteriose-o-suicidatesi-prima-di-testimoniare/).

Lo stesso Casolaro avrebbe scoperto la rete di agenti governativi e politici collegati al narcotraffico gestito dalla CIA negli Stati Uniti e stava lavorando lavorava a un libro che svelava tale rete quando fu trovato nella vasca in una camera d’albergo nella stanza 517 dello Sheraton Hotel a Martinsburg, West Virginia, con i polsi tagliati 10-12 volte in un modo che il patologo dichiarò non sembrare opera della vittima. I tagli erano talmente profondi e avevano reciso i tendini delle dita che avrebbe reso impossibile a Danny di tagliarsi l’altro polso con la mano inferma. Aveva detto alla sua famiglia solo pochi giorni prima che se gli fosse successo qualcosa avrebbero dovuto stare molto attenti.

Il dossier che aveva raccolto per il suo libro scomparve.

L’ipotesi di complotto su presunte responsabilità di Bill Clinton è stato condiviso sui social persino da Donald Trump (ex amico di Epstein) attraverso il suo profilo Twitter: i presidente ha rilanciato questa tesi secondo cui il finanziere statunitense sarebbe morto ucciso da qualcuno per mettere a tacere presunte notizie sconvolgenti proprio sui Clinton.

Ma, ovviamente, noi siamo complottisti, e che un finanziere scomodo che avrebbe potuto fra tremare l’intero Sistema sia morto suicida in un carcere di massima sicurezza non farà dubitare nessuno che non sia un cospirazionista.

O forse no… se si fosse trattato di un oligarca russo ex amico di Putin ora si terrebbero le maratone mediatiche per capire come sia stato “ucciso”. Ma come ben sappiamo, esistono due pesi e due misure.

 

Commenti 1

  1. Semplicemente sconvolgente, la perversione del potere degli Stati Uniti, superano di gran lunga tutti i films dellea loro storia, tutto il pianeta stà per cadere sotto il dominio di questi dementi perversi e genocidi, noi abbiamo paura delle loso bombe atomiche, ma la loro arma più potente che gli permette di fare e disfare paesi interi se non tutto il pianeta, sono il controllo totale dei mezzi di comunicazione, che distorcono la realtà agli occhi della opinione pubblica mondiale, che crea le condizioni per giustificare falsamente le loro barbarità, mi chiedo come possiamo lasciareil nostro destini in mani così grondando di sangue altrui.

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