Tecnologia: siamo davvero degli “schiavi digitali”?

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È di recentissima uscita il saggio Schiavi Digitali di Riccardo Tennenini, uscito per i tipi di Passaggio al Bosco.

L’autore intende con questo lavoro concentrarsi sulle forme di “alienazione, narcisismo e controllo sociale” vigenti nei tempi che viviamo, muovendo la sua analisi sotto gli auspici della filosofia di Heidegger (e in sottordine di Günther Anders) e della riflessione scientifica di Manfred Spitzer sul tema della tecnica.

Proprio qui ci permettiamo una piccola e dialogica perplessità, certamente non perché tali autori non siano preziosi per comprendere le temperie del presente, ma semplicemente poiché, nel delirio virtuale che viviamo, persino parlare di “tecnica” e dunque di “arte” nel senso di “perizia”, “saper fare”, “saper operare”, ci appare persino nobilitante. Probabilmente benché la tecnologia odierna sia indubitabilmente una tecnica, saremmo tentati di abbandonare ogni riflessione anche indirettamente “elevante” l’oggetto di analisi ed affidarci direttamente alla psicopatologia o alla criminologia…

Espressa questa piccola provocazione, il libro di Tennenini, pur nello spazio di una trattazione scorrevole e non eccessivamente verbosa, ha l’ampio merito di passare in rassegna, con dovizia di particolari, rimandi e fonti, il delirio collettivo che si è impossessato di noi con l’avvento dei social network, un delirio che sta producendo una serie di patologie sociali e individuali oramai evidenti, sulle quali Tennerini giustamente non sorvola.

Per quanto chi più chi meno, tutti crediamo di avere sotto gli occhi fenomeni come il narcisismo di quella che è stata definita “selfie generation” o la nostra perenne ansia da connessione, diverso è l’effetto di vedersi cruentamente snocciolati dati, casi di studio che spesso sfociano nella tragedia, come nell’ambito della attuale “cybersessualità” (revenge sex e fenomeni simili). La nostra dipendenza da smartphone è talmente in fase avanzata che negli U.S.A l’89% dei possessori di questo oggetto dichiara di sentire degli “squilli fantasma”

Al solito, indotta e creata la patologia, la società lancerà un tardivo ed inefficace allarme sugli effetti di questa dipendenza, non curandosi minimamente di curare le cause. Ecco perché libri come questo di Tennenini, non sono solo opportunità di conoscenza, ma rappresentano un allarme che tutti noi, nessuno escluso, non può permettersi di sottovalutare, per sé e per i propri cari.

(Firenze, 30 aprile 1980) è un saggista, critico musicale e compositore italiano. È cofondatore del collettivo musicale sperimentale Nihil Project e tra il 1998 e il 2006, con questa e latre formazioni pubblica cinque album. Sotto la denominazione di Solchi Sperimentali, oltre ai tre volumi omonimi, Cresti lancia, a fine 2016, un progetto parallelo di documentazione audiovisiva dello stato dell’arte dell’underground musicale contemporaneo in Italia. È autore delle seguenti opere: U.K. on Acid; L'Immaginazione al podere; Fish and Chips; Fairest Isle; Lucifer over London; Come to the Sabbat; Solchi sperimentali; Solchi sperimentali Italia; Ho trovato l'Inghilterra!; Solchi sperimentali Kraut. È…

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